Il 17 gennaio 2025, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei pizzaioli e dei fornai, si celebra la Giornata Mondiale della Pizza. Questa ricorrenza non solo riveste un significato simbolico, ma rappresenta anche l’opportunità di mettere in luce un settore fondamentale per l’economia italiana. Ogni anno, nel nostro Paese, vengono utilizzati oltre 450.000.000 di chili di farina, che spaziano dalla bianca all’integrale, prodotta dai Molini italiani. Questi ultimi, attraverso un processo di selezione rigorosa delle migliori varietà di frumento, forniscono il materiale per la creazione di oltre 3 miliardi di pizze. A riportare questi dati è Italmopa, l’Associazione degli Industriali Mugnai d’Italia, facente parte di Confindustria e FederPrima.
Il ruolo dei mugnai italiani
Francesco Vacondio, presidente della Sezione Molini a frumento tenero di Italmopa, sottolinea l’importanza delle farine di alta qualità, che derivano da una tradizione secolare e da un’abilità artigianale senza pari nel panorama globale. Questi mugnai rivestono un ruolo cruciale nel successo della pizza, simbolo del Made in Italy nel settore alimentare, che rappresenta un elemento di convivialità e tradizione, pur mantenendo la capacità di innovarsi grazie alle competenze uniche dell’industria molitoria italiana. Le farine prodotte dai molini italiani sono considerate l’ingrediente fondamentale per realizzare pizze di eccellenza. Grazie alla loro straordinaria versatilità, sono in grado di soddisfare le esigenze più elevate di pizzaioli e consumatori, sia in Italia che all’estero.
Le preferenze dei consumatori
Dall’analisi dei consumi emerge un crescente orientamento verso la qualità, con la pizza Margherita che continua a dominare come la più apprezzata. La sua semplicità, unita ai colori vivaci e ai profumi inconfondibili, la rendono un piatto amatissimo. Accanto a questa, anche la pizza diavola e la capricciosa mantengono un forte appeal tra i consumatori. La Giornata Mondiale della Pizza non è quindi solo un momento di celebrazione, ma anche un’importante occasione per riflettere sull’evoluzione delle preferenze culinarie e sull’impatto della tradizione gastronomica italiana a livello globale.
