Da scarti di pane si sviluppa un innovativo carburante biosostenibile

L’Università di Pisa sviluppa un metodo innovativo per trasformare scarti di pane in etil levulinato, un carburante sostenibile, riducendo costi e emissioni inquinanti.

Trasformare gli scarti di pane, considerati tra i rifiuti alimentari più ingenti a livello globale con quasi un milione di tonnellate generate ogni anno, in un carburante sostenibile. Questo è il traguardo di uno studio condotto dall’Università di Pisa e pubblicato nel 2025 sul Journal of Environmental Chemical Engineering, finanziato attraverso il progetto Pnrr Nest.

La sintesi sostenibile dell’etil levulinato

La ricerca si concentra per la prima volta sulla sintesi sostenibile dell’etil levulinato partendo da pane in eccesso. Questo composto, di origine biologica, è apprezzato per il suo alto valore aggiunto ed è già utilizzato nel settore chimico e come additivo ossigenato nei carburanti. I ricercatori hanno sviluppato un processo che si distingue per la sua semplicità, economicità e facilità di trasferimento su scala industriale. Utilizzando un catalizzatore a basso costo, come l’acido solforico diluito, e elevando le concentrazioni iniziali della biomassa, il team ha creato un metodo innovativo.

Grazie a questo approccio, è possibile ottenere flussi di prodotto più concentrati, il che porta a una significativa riduzione dei costi di separazione e un incremento dell’efficienza complessiva del processo. Ottimizzando vari parametri, tra cui temperatura, tempo di reazione e quantità di catalizzatore, i ricercatori sono riusciti a raggiungere una resa massima in etil levulinato pari al 57%. Questo risultato è particolarmente rilevante, considerando che la materia prima proviene da scarti.

Applicazioni innovative e sperimentazioni

L’Università di Pisa sottolinea che l’etil levulinato è già oggetto di numerosi studi come additivo ossigenato per il diesel. Tuttavia, la ricerca apre a nuove possibilità. Per la prima volta, il composto è stato testato anche in motori a benzina, miscelato con carburante commerciale in percentuali elevate, fino al 40% in volume. I test sperimentali hanno rivelato che tali miscele non compromettono le prestazioni del motore, senza necessitare di modifiche agli attuali motori a combustione interna.

L’uso dell’etil levulinato non solo mantiene l’efficienza del motore, ma contribuisce anche a ridurre le emissioni inquinanti e a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili nei carburanti commerciali. Questi risultati evidenziano il potenziale dell’etil levulinato come alternativa sostenibile e innovativa nel panorama energetico, aprendo la strada a ulteriori sviluppi e applicazioni nel settore dei carburanti.