Dalla chinina agli amari: l’evoluzione dei cocktail tra medicina e innovazione

La storia della chinina: dall’isolamento nel XIX secolo alla creazione del Gin Tonic e delle bevande iconiche come l’Indian Tonic Water e il Sazerac.

La chinina, un alcaloide noto per il suo sapore amaro e le sue proprietà benefiche, ha una storia che affonda le radici nel XIX secolo. Secondo quanto riportato da Jared Brown nel suo libro “Viaggio di Spirito. La storia del bere. VOL.2”, questo composto, estratto dalla corteccia dell’albero di china, è stato isolato nel 1820 dai chimici francesi Pierre Joseph Pelletier e Joseph Caventou. Questi due scienziati, figure emblematiche dell’epoca, non avrebbero mai immaginato che il loro lavoro avrebbe portato alla creazione di uno degli ingredienti fondamentali per il famoso Gin Tonic.

La storia della chinina

Fino a quel momento, la corteccia di china, conosciuta come quina-quina dalle popolazioni indigene, era utilizzata come rimedio popolare contro la malaria. Già nel XVII secolo, i medici italiani la prescrivevano, ma fu solo con l’isolamento della chinina che questo ingrediente divenne un vero e proprio fenomeno farmacologico.

La nascita dell’Indian Tonic Water

Nel frattempo, in Inghilterra, stava prendendo piede una nuova tendenza. Sebbene Jean-Jacob Schweppe si fosse ritirato dagli affari nel 1798, la sua azienda, sotto la guida dei soci Kemp ed Evill, brevettò nel 1858 una bevanda innovativa: la Indian Tonic Water. Questa acqua tonica, arricchita con chinina e dolcificanti, era stata progettata per affrontare le sfide dei tropici con un tocco britannico. L’aggiunta di gin a questa miscela ha dato vita alla leggenda del Gin Tonic, che divenne il drink preferito degli ufficiali coloniali e, successivamente, un simbolo degli aperitivi eleganti.

Ricetta del Gin Tonic

Per preparare un perfetto Gin Tonic, si consiglia di seguire questa semplice ricetta:

  • 1 parte di London Dry Gin
  • 2 parti di acqua tonica indiana
  • 2–4 cubetti di ghiaccio
  • Una fetta di lime

Servire in un bicchiere old fashioned. Questo cocktail rappresenta non solo un mix di sapori, ma anche un pezzo di storia imperiale.

Lo scorbuto e la svolta agrumata

Nel corso delle esplorazioni marittime, lo scorbuto si rivelò una malattia devastante per le flotte europee. Durante le guerre napoleoniche, l’Ammiragliato britannico decise di adottare una strategia efficace: somministrare limoni freschi ai marinai. Gli agrumi divennero così preziosi come l’oro, ma difficili da reperire.

Quando una nave portava limoni dalla Spagna, la frenesia era palpabile. L’arrivo di questi frutti dava vita a limonate, sorbetti e sciroppi. Nel 1834, Schweppes colse l’opportunità e lanciò l’Aerated Lemonade, una miscela di soda e succo di limone fresco, precursore di quella che nel 1957 sarebbe diventata la Original Bitter Lemon. Questa bevanda rappresentava un modo innovativo di gustare la freschezza in bottiglia.

Amari e rivoluzioni

Ogni impero ha i suoi elisir e le sue rivoluzioni portano con sé nuovi farmacisti. Johann Gottlieb Benjamin Siegert, un medico militare al servizio di Simón Bolívar, creò ad Angostura un amaro terapeutico a base di china e spezie tropicali, chiamato Amargo Aromatico. Questa miscela divenne rapidamente una leggenda, esportata dalla foresta venezuelana ai bar di Londra e ai salotti di Trinidad.

Negli stessi anni, un altro farmacista, Antoine Amedé Peychaud, rifugiato da Haiti e stabilitosi a New Orleans, sviluppò un amaro profumato, servito in un coquetier con brandy e zucchero. Questo drink, noto come Sazerac, è oggi considerato un simbolo della mixologia americana.

Ricetta del Sazerac

Per preparare un Sazerac, seguire questi passaggi:

  • 1 zolletta di zucchero
  • 1 cucchiaino di acqua fredda
  • 2 gocce di Peychaud’s Bitters
  • 90 ml di rye whiskey
  • 1 cucchiaino di assenzio

Questo cocktail, con la sua ricca storia, è nato nella Rue Royale e ha resistito a rivoluzioni, guerre e mode effimere, rimanendo un classico intramontabile.