Il panorama del bartending internazionale si sta espandendo, con particolare attenzione ai mercati emergenti. Nel 2025, l’Africa occidentale è identificata come un’area strategica per sviluppare nuove connessioni nel settore della formazione e del turismo, mentre l’India viene osservata come un laboratorio in fase di trasformazione, in bilico tra una forte identità culturale locale e l’esigenza di adottare una visione più globale della mixology.
In questo contesto, l’International Bartenders Association (IBA) ha lanciato un progetto di espansione che non si limita alla formazione tecnica, ma mira anche a costruire una cultura imprenditoriale legata all’ospitalità. Questo tema è stato discusso a Nuova Delhi, durante la India Cocktail Week, attualmente in corso, dove Fabio Di Pietro, co-fondatore di 5 Hats, una società di consulenza veronese, ha evidenziato il ruolo della sua azienda come partner nel progetto IBA, volto a coinvolgere le aziende del settore food & beverage interessate alle opportunità dei nuovi mercati.
Focus sull’africa: i paesi di interesse dell’iba
L’IBA sta concentrando i propri sforzi su tre paesi dell’Africa occidentale: Nigeria, Costa d’Avorio e Senegal. Queste regioni del Golfo di Guinea sono considerate promettenti sia dal punto di vista turistico che per la minore influenza della cultura musulmana, che rende i mercati più aperti alle dinamiche del beverage e dell’ospitalità. In particolare, la Nigeria si distingue come una piattaforma commerciale strategica. I presidenti delle associazioni nazionali collegate all’IBA in questi paesi hanno aderito con entusiasmo al progetto, contribuendo attivamente alla sua realizzazione. Questo coinvolgimento ha generato un effetto di contagio positivo, attirando l’interesse di nazioni vicine che desiderano stabilire relazioni con l’associazione.
Dettagli del progetto iba
Il progetto dell’IBA non è un’iniziativa isolata, ma un format che sarà ufficializzato a breve. Al centro di questa iniziativa c’è la creazione di un’accademia che non intende sostituire l’attività formativa tradizionale dell’IBA nella mixology, ma piuttosto affiancarla e integrarla. L’obiettivo principale è formare imprenditori e operatori nel settore del turismo, dell’incoming e della distribuzione, preparando così “i clienti di domani”.
Selezione dei brand per il portfolio
La selezione dei brand da includere nel portfolio si basa principalmente sull’ascolto del mercato. Questo processo scaturisce da un dialogo attivo con importatori e operatori, che esprimono esigenze specifiche, come quella di un vermouth con determinate caratteristiche e un target di prezzo definito. Non si tratta di una ricerca astratta, ma di una costruzione commerciale guidata dalla domanda reale.
Tipologia di aziende preferite
Il progetto privilegia la collaborazione con piccoli produttori, evitando le grandi multinazionali. Esempi di brand scelti includono Fred Jerbis e Vol0, noti per le loro dimensioni contenute e per l’identità distintiva, che si prestano a un approccio sartoriale sui mercati locali.
Comunicazione del progetto
La strategia comunicativa si concentra sul racconto delle esperienze e dei risultati ottenuti, piuttosto che su narrazioni promozionali anticipate. Questo approccio mira a garantire la credibilità e la concretezza del messaggio trasmesso.
Impressioni sull’india
L’esperienza iniziale a Nuova Delhi ha suscitato un forte senso di disorientamento: il caldo intenso, il rumore e la densità di popolazione hanno contribuito a una percezione di scarsa organizzazione rispetto agli standard abituali di lavoro. L’arrivo in un nuovo paese porta sempre con sé un certo spaesamento, che in India è amplificato dalla complessità e dalle dimensioni del contesto.
Le potenzialità economiche dell’india
Nonostante le sfide, l’India è riconosciuta come una delle principali potenze economiche mondiali. Tuttavia, il paese deve affrontare un cambiamento culturale e generazionale. Sebbene l’India abbia fatto rapidi progressi sul piano tecnologico, la cultura non ha seguito lo stesso ritmo. La “vecchia India” deve lasciare spazio a una nuova fase, più consapevole del proprio posizionamento a livello internazionale.
Mixology in india: una necessità di apertura
Anche nel campo della mixology, è evidente la necessità di un’apertura verso il mondo. Durante il Campionato nazionale indiano, molti drink presentati erano eccessivamente focalizzati sull’identità locale, risultando troppo speziati e piccanti. Questa impostazione, chiusa su se stessa, non è orientata a un pubblico globale. In contrasto, durante il Campionato internazionale, il team dell’IBA ha mostrato ai bartender indiani un panorama internazionale, portando a cocktail più aperti e diversificati.
Il concetto fondamentale per i bartender è quello di scouting: la capacità di cercare, studiare e conoscere ciò che esiste oltre i confini nazionali. La tradizione europea, in questo senso, è un esempio di come valorizzare il prodotto locale, aprendolo a contaminazioni esterne. Senza un’adeguata ricerca e apertura, la mixology contemporanea rischia di rimanere stagnante e non al passo con le tendenze globali.
