Dazi: Frescobaldi (Uiv) sottolinea come l’incertezza amplifichi i danni

Il presidente di Unione Italiana Vini esprime preoccupazione per i dazi americani e il loro impatto negativo sulle esportazioni vinicole italiane, con speranze di recupero nel 2025.

Il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, ha espresso preoccupazione riguardo ai recenti sviluppi sui dazi americani. In una dichiarazione rilasciata oggi, Frescobaldi ha sottolineato che le recenti minacce e bocciature in merito ai nuovi dazi globali aumentano l’incertezza per le imprese del settore vinicolo. La speranza degli imprenditori è quella di ridurre, per quanto possibile, l’indeterminatezza attraverso la ratifica dell’accordo di Turnberry, pur essendo consapevoli che non ci sarà motivo di festeggiare. Questa situazione si è aggravata dopo la bocciatura della Corte del Commercio Internazionale e le tempistiche imposte dal presidente Trump, relative all’accordo commerciale firmato in Scozia nell’agosto 2024.

Impatto dei dazi sulle esportazioni italiane

Secondo quanto riportato da Uiv, i dazi hanno avuto un impatto negativo sull’export verso gli Stati Uniti, incidendo anche sulla filiera e sulla rete commerciale americana. La United States Wine Trade Alliance (Uswta) ha confermato questa analisi, evidenziando come gli importatori, i distributori, i produttori, i ristoratori e gli enotecari stiano affrontando una crisi economica interna nel settore vinicolo. I dati indicano che i dazi hanno causato un “danno reale, diffuso e sostenuto” dalle aziende americane lungo tutta la filiera del vino, con vendite in calo tra il 5% e il 15% o anche oltre. La situazione è particolarmente critica per la ristorazione, dove i vini europei generano margini lordi del 60%. Un’analisi condotta da Datassential ha rivelato che, a livello nazionale, i menu dei ristoranti propongono il 37% in meno di etichette di vino bianco e il 26% in meno di etichette di vino rosso.

Andamento dell’export nel 2025

Riguardo all’andamento delle esportazioni italiane, l’Osservatorio Uiv ha riportato un calo dell’export nel 2025 pari al 9,2%, corrispondente a una perdita di 178 milioni di euro. In particolare, il secondo semestre dell’anno precedente ha registrato un decremento del 23%. Il primo trimestre del 2025 ha chiuso con un gap tendenziale di circa il 20%, equivalente a 105 milioni di euro, segnando l’inizio dell’anno più difficile dal 2022. Nonostante le difficoltà, l’Osservatorio prevede che, dopo nove mesi di risultati negativi, i valori delle vendite potrebbero mostrare una leggera risalita già a partire da aprile.

Il panorama attuale del settore vinicolo italiano è quindi caratterizzato da sfide significative, ma anche da una certa speranza di recupero nei prossimi mesi, a patto che vengano adottate misure efficaci per contrastare gli effetti dei dazi e rilanciare le esportazioni.