Delhi: il bar Sidecar si distingue nella lista Asia’s 50 Best Bars

Il Sidecar di New Delhi: un bar rinomato per la mixology indiana, con un menù innovativo e un’atmosfera che unisce eleganza coloniale e modernità.

Arrivare al Sidecar, il celebre bar di Greater Kailash II a New Delhi, non è un’impresa da poco. Ho percorso oltre un’ora e mezza di viaggio, cambiando tre linee di metro, per visitare uno dei locali più rinomati dell’India. Questo bar, che si è guadagnato il primo posto nella classifica dei 30 Best Bars India per tre anni consecutivi, dal 2022 al 2024, è anche un nome noto tra i migliori bar dell’Asia e ha fatto parte della lista dei World’s 50 Best Bars. Fondato da Yangdup Lama e Minakshi Singh, il Sidecar è considerato un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione della cultura dei cocktail in India, rendendolo una tappa irrinunciabile per chi desidera esplorare il panorama della mixology a New Delhi.

Non nascondo di essere giunta con un certo scetticismo, poiché diversi esperti del settore mi avevano avvisato che il locale non fosse più all’altezza del suo passato. Non saprei dire come fosse in precedenza, ma ho notato che la mixology indiana sta ancora cercando di affinare i propri sapori, spesso cadendo in un bipolarismo tra cocktail estremamente dolci o eccessivamente speziati.

La struttura del locale

Il Sidecar presenta una facciata che unisce elementi di estetica coloniale a un’architettura moderna tipica di South Delhi. L’edificio, rivestito in mattoni a vista dalle sfumature grigio-brune, ricorda i pub londinesi e i club privati di ispirazione britannica. Le ampie finestre, incorniciate in legno scuro, conferiscono un tocco di eleganza che contrasta con il contesto urbano circostante. Anche i dettagli geometrici sulla parte superiore dell’edificio richiamano un’eleganza art déco semplificata. Tuttavia, la presenza di una filiale di HDFC Bank e le motociclette parcheggiate lungo la strada rompono l’illusione di esclusività.

Il menù dei cocktail

Il menù, presentato come un albo a fumetti dal titolo “Going Places”, è concepito per rendere l’esperienza del cliente più coinvolgente. La selezione parte dai cocktail a bassa gradazione alcolica per arrivare a quelli più forti, con un approccio quasi scientifico. Ogni drink è accompagnato da una descrizione dettagliata, che include il sapore, il prezzo e persino il tipo di bicchiere utilizzato. Una giovane barlady, originaria del Nepal e cresciuta a Delhi, mi ha spiegato il processo dietro questa scelta.

Il primo cocktail del menù, chiamato “Tapa”, è una rivisitazione del classico Paloma, servito in un bicchiere highball. Questo drink è pensato per rinfrescare il palato e aiutare a dimenticare il traffico di Delhi. Tra le altre proposte, spicca “Coffee Time”, un cocktail che racconta la storia di Baba Budan, il santo che portò il caffè in India, mescolando un single malt indiano con caffè e frutto della passione.

Intervista con la barlady

Durante la mia visita, ho avuto l’opportunità di conversare con la barlady, che ha condiviso alcune curiosità sul bar e sul suo menù. “Sentiamo il culto del movimento”, ha affermato, parlando della loro continua evoluzione. Il menù a fumetti, infatti, rappresenta la loro quinta carta dei cocktail e verrà rinnovato a breve.

Abbiamo esaminato insieme alcune delle proposte, come “Yamcha”, ispirato alla tradizione di Hong Kong di abbinare tè verde e dumpling, e “Kantipur”, che omaggia il Nepal con una variazione sul classico Sidecar. La barlady ha anche spiegato l’importanza degli ingredienti freschi, sottolineando che, se manca un elemento chiave, la pagina del fumetto rimane bianca, evidenziando la fragilità del mercato globale.

Infine, ho notato un cocktail dedicato all’Italia, “Buonasera”, descritto come “la pasta nel bicchiere”, e un drink affumicato chiamato “Emirati”, che combina mezcal e un liquore alle erbe realizzato in casa. Queste creazioni dimostrano come il Sidecar continui a spingersi oltre i confini tradizionali della mixology, mantenendo viva la sua reputazione di eccellenza.