La Dieta Mediterranea continua a costituire il modello alimentare principale per gli italiani nel 2025. Un’indagine condotta da Altroconsumo per IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati – rivela che l’84% degli italiani afferma di seguirla con una certa coerenza. Tuttavia, tra coloro che non riescono a praticarla completamente, il 54% cita il costo degli alimenti come principale ostacolo, mentre il 45% segnala la mancanza di tempo per la preparazione dei pasti. Questi dati sono emersi durante l’incontro “Benessere Sottozero”, dove sono stati presentati anche due studi scientifici inediti di SISA – Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e SSICA – Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari, che evidenziano come la surgelazione possa preservare le proprietà nutrizionali di pesce e vegetali, rendendo il frozen food un valido alleato per affrontare le sfide alimentari attuali.
La familiarità con i surgelati tra gli italiani
La conoscenza degli italiani riguardo ai surgelati è consolidata, anche se ci sono ancora lacune informative. Il 74% degli intervistati riconosce l’affidabilità igienica dei prodotti surgelati, ma solo il 54% è consapevole che questi alimenti mantengono valori nutrizionali simili a quelli freschi. Tra le informazioni più diffuse sulla Dieta Mediterranea, emerge la consapevolezza dell’importanza di consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana (85%) e di assumere cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura (76%).
Giorgio Donegani, Presidente di IIAS, sottolinea l’importanza della Dieta Mediterranea come uno dei modelli alimentari più equilibrati e apprezzati dalla comunità scientifica. La vera sfida, afferma, è tradurre questi principi nella vita quotidiana, armonizzando qualità nutrizionale, tempo disponibile, sostenibilità e lotta allo spreco attraverso le scelte alimentari. I surgelati, secondo Donegani, sono strumenti preziosi in questa sfida, poiché garantiscono disponibilità continua, riducono gli sprechi e mantengono le proprietà nutrizionali.
Alessandro Sessa, Direttore Editoriale di Altroconsumo, evidenzia la discrepanza tra consapevolezza e comportamenti reali degli italiani. Nonostante il riconoscimento dei valori della Dieta Mediterranea, i costi, il tempo e l’organizzazione dei pasti rappresentano ostacoli significativi per seguire questo modello alimentare in modo continuativo.
La preservazione nutrizionale del pesce secondo SISA
Per analizzare l’impatto della surgelazione sulle caratteristiche nutrizionali del pesce, SISA ha condotto una revisione della letteratura scientifica internazionale, studiando oltre vent’anni di ricerche sulle specie ittiche più consumate in Italia, tra cui merluzzo, nasello, salmone, orata, platessa e spigola (branzino).
I risultati dimostrano in modo chiaro che la surgelazione non compromette il valore nutrizionale del pesce. Il contenuto proteico rimane pressoché invariato anche dopo lunghi periodi di conservazione, mentre il profilo lipidico si mantiene stabile e gli omega-3 sono preservati fino a 12 mesi. La rapidità del processo di surgelazione è cruciale: il rapido abbassamento della temperatura favorisce la formazione di microcristalli di ghiaccio che proteggono le strutture cellulari, contribuendo a mantenere consistenza e caratteristiche organolettiche. Anche per quanto riguarda le vitamine, le variazioni osservate sono generalmente contenute.
Silvia Migliaccio, Presidente di SISA, afferma che la letteratura scientifica analizzata conferma l’efficacia della surgelazione nel preservare il valore nutrizionale del pesce, rendendolo coerente con le raccomandazioni della Dieta Mediterranea.
SSICA e la qualità nutrizionale degli ortaggi
SSICA ha avviato un progetto di ricerca per valutare l’impatto della surgelazione sulla qualità nutrizionale di alcuni ortaggi, analizzando il vegetale fresco e quello surgelato nelle condizioni più vicine al consumo reale, dopo conservazione e cottura.
I risultati mostrano che il deterioramento di alcuni nutrienti e composti bioattivi inizia immediatamente dopo la raccolta e continua durante il trasporto, la distribuzione, la refrigerazione e la conservazione domestica. Vitamina C e polifenoli sono particolarmente sensibili al passare del tempo. La surgelazione industriale rapida rallenta notevolmente questi processi degradativi, mantenendo un profilo nutrizionale più stabile lungo tutta la shelf life. I dati sui composti bioattivi sono incoraggianti: nei piselli surgelati, i polifenoli mostrano una stabilità notevole fino a 18 mesi, mentre le vitamine del gruppo B mantengono livelli quasi invariati nel tempo.
Luca Sandei, Responsabile della Divisione Pomodoro e Filiere Vegetali di SSICA, sottolinea che per valutare la qualità nutrizionale di un vegetale è fondamentale considerare l’intero processo che porta l’alimento dal campo al piatto. I risultati indicano che la surgelazione rapida contribuisce a preservare nutrienti e composti bioattivi, offrendo un prodotto nutrizionalmente valido e disponibile durante tutto l’anno.
Le evidenze emerse dai tre studi suggeriscono una riflessione importante: la qualità di un modello alimentare deve essere valutata anche in base alla sua capacità di essere adottato nella vita quotidiana. Donegani conclude affermando che la contrapposizione tra fresco e surgelato è superata, e la vera questione è come incentivare un maggiore consumo di pesce e verdure, elementi fondamentali della Dieta Mediterranea. In questo contesto, i surgelati si presentano come una soluzione concreta, combinando valore nutrizionale, praticità e riduzione degli sprechi.
