Drink Kong Campo Marzio: il cocktail bar di Patrick Pistolesi apre a Roma

Il nuovo Drink Kong a Roma offre un’esperienza di mixology unica, con un design retro-futurista e influenze giapponesi, creando un ambiente elegante e suggestivo.

Nel cuore di Roma, precisamente in via dei Prefetti 22, ha aperto il 17 aprile 2025 un nuovo locale firmato Drink Kong, che si inserisce nel contesto di Campo Marzio, a pochi passi dalla struttura ricettiva Casa JK. Questo progetto, guidato da Patrick Pistolesi, rinomato maestro dell’ospitalità nel mondo del bartending, si distingue per un ambiente pensato per un pubblico che cerca un’alta qualità nella miscelazione, senza riproporre la formula del locale originale.

Un design distintivo e accogliente

Il nuovo spazio presenta circa 50 posti a sedere, distribuiti in tre diverse aree. La sala principale è caratterizzata da un bancone lungo otto metri, sovrastato da una bottigliera a tutta altezza, e si trova di fronte al logo dorato del brand su uno sfondo nero. L’architettura del locale è stata progettata da Roberto Antobenedetto, noto per altre realizzazioni come Baccano e La Zanzara. Qui, Antobenedetto rielabora alcuni degli elementi distintivi di Drink Kong, attenuando l’aspetto più “street” del locale di Monti e introducendo un’estetica retro-futurista, con richiami cinematografici e influenze giapponesi. L’ambiente che ne risulta è concepito come un esempio di lusso contemporaneo, elegante ma mai eccessivo.

Materiali come marmo, legno e ottone si combinano con luci blu e linee essenziali, creando atmosfere che richiamano il film Blade Runner. Una parete angolare, in particolare, riproduce in tre dimensioni la stanza di Deckard, arricchendo ulteriormente l’esperienza visiva dei clienti. Questo contrasto tra elementi classici e futuristici contribuisce a un’atmosfera unica e suggestiva.

Un viaggio tra cultura e tradizione

La lounge del locale offre un ulteriore livello di narrazione, con una porta di caveau in bassorilievo ispirata alla Hollyhock House di Los Angeles, progettata da Frank Lloyd Wright. In un’area più riservata, invece, emergono influenze della tradizione giapponese, con porte scorrevoli in legno di ciliegio che richiamano il lato più “dark” del Nite Kong. La presenza del Giappone è costante in tutto il progetto, anche grazie alla direzione artistica di Studio Lord Z.

All’ingresso, un manifesto originale giapponese del film Lost in Translation sintetizza l’identità del locale, unendo il centro storico di Roma a un immaginario cosmopolita e contemporaneo. La selezione di oggetti esposti include riviste, vinili e dischi provenienti dal Giappone, come jazz fusion e colonne sonore di film iconici, tra cui Incontri ravvicinati del terzo tipo e Star Wars. Riviste di graphic design come Idea, Brutus e Casa Brutus sono anch’esse parte della collezione, insieme a installazioni floreali in stile ikebana curate da Dylan Tripp.

Un’offerta di alta qualità

Il locale si distingue anche per una proposta di drink che punta su una lista essenziale e ben strutturata, con cocktail classici reinterpretati e signature già noti. Tra le creazioni spicca il Gaijin, un cocktail il cui nome giapponese significa “straniero”, accanto a una selezione di aperitivi, Champagne cocktail, opzioni analcoliche e una sezione dedicata al Martini cocktail, disponibile in cinque varianti: Classico, Gibson, Dirty, Vesper e Caviar.

Patrick Pistolesi esprime la sua visione del locale sottolineando l’importanza del centro storico di Roma, che riesce a racchiudere bellezza e contraddizione. Il nuovo Drink Kong è concepito come un luogo dove la mixology incontra il design e la musica si fonde con il silenzio, un vero e proprio tempio per chi considera il bar non solo come un luogo di consumo, ma come un universo da vivere, ricco di esperienze sensoriali.

Photo Credits: Alberto Blasetti