Wine Enthusiast, una delle pubblicazioni più rispettate a livello internazionale nel settore vitivinicolo, ha recentemente annunciato l’inserimento di due professionisti italiani nella lista dei Future 40 del 2025. Il veneto Tommaso Canella e l’enologo friulano Cristian Specogna sono stati scelti per il loro contributo innovativo nel mondo del vino, del beverage e dell’ospitalità. Questo riconoscimento annuale, che celebra figure visionarie, è un segnale della crescente importanza dell’innovazione, della connessione e dell’inclusività in questi settori.
La lista dei future 40
La lista dei Future 40, istituita nel 2014, ha visto fino ad oggi la presenza di cinque italiani. Tra i precedenti premiati figurano Giulia Cecchi e Francesca Nonino, premiate nel 2024, e Vittorio Marzotto nel 2017. Cristian Specogna, che rappresenta la terza generazione dell’azienda agricola Specogna, è stato elogiato per il suo approccio che permette al terroir del Friuli Colli Orientali Doc di esprimersi attraverso i suoi vini. La sua tenuta è diventata un centro di inclusione e formazione per persone con disturbi dello spettro autistico, un aspetto che ha colpito particolarmente la giuria di Wine Enthusiast.
Il contributo di tommaso canella
Tommaso Canella, originario di San Donà di Piave, in provincia di Venezia e con un’età di 30 anni, è alla guida della Casa Vinicola Canella. Sotto la sua direzione, l’azienda di famiglia, riconosciuta come Marchio storico di interesse nazionale, ha fatto un notevole passo avanti, passando dalla produzione di Prosecco “in purezza” a quella di bevande pronte da bere (ready to drink) a base di vino e ingredienti Dop made in Italy. Questo cambiamento strategico ha portato a un incremento significativo del fatturato, che oggi si attesta attorno ai 25 milioni di euro, con il 75% proveniente proprio da questa nuova categoria di prodotti. La crescita è stata ulteriormente accelerata dal forte interesse del mercato statunitense, dove l’azienda ha raddoppiato il fatturato nell’ultimo anno.
Il mercato delle bevande pronte da bere
Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Uiv, elaborati su base Iwsr, i ready to drink rappresentano negli Stati Uniti la quinta bevanda più consumata dai bevitori di alcolici, con una quota di mercato del 38%. Questa cifra è più del doppio rispetto a quella registrata in Italia. I millennials, con un’età compresa tra i 28 e i 43 anni, costituiscono il gruppo di consumatori più numeroso, con una percentuale del 49%. Anche i giovani della Gen Z, fino a 27 anni, mostrano una domanda significativa, con una quota del 40%. Inoltre, il profilo dei consumatori di bevande pronte da bere è prevalentemente femminile, con una rappresentanza del 42% rispetto al 33% degli uomini, e tende a preferire prodotti con bassa o media gradazione alcolica. Negli ultimi due anni, il segmento delle bevande pronte da bere è l’unico a registrare una crescita nel mercato statunitense, con un incremento del 2%, sostenuto anche dall’interesse crescente della popolazione ispanica, in forte espansione nel Paese.
