Enoturismo in crescita: un’opportunità strategica per il vino italiano

L’enoturismo italiano emerge come opportunità strategica per il settore vitivinicolo, con un mercato globale in crescita e un impatto economico significativo sui territori.

Il settore dell’enoturismo si presenta come una risorsa strategica per il comparto vitivinicolo italiano, specialmente in un periodo di difficoltà per i consumi globali di vino, che nel 2023 hanno raggiunto il livello più basso dal 1961. Secondo il rapporto intitolato “Quando il vino incontra il turismo. Numeri e modelli delle cantine italiane”, redatto da Roberta Garibaldi, docente presso l’Università degli Studi di Bergamo e presidente di Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, in collaborazione con SRM Centro Studi e Ricerche del Gruppo Intesa Sanpaolo, presentato il 25 gennaio 2025 durante Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza a Riva del Garda Fierecongressi, l’enoturismo rappresenta un’opportunità di crescita. Il mercato globale dell’enoturismo vale attualmente 46,5 miliardi di dollari (circa 39,1 miliardi di euro) e si prevede una crescita annua del 12,9%.

Il mercato globale e le prospettive di crescita

A livello internazionale, l’enoturismo sta emergendo come uno dei segmenti più vitali del turismo esperienziale, con un valore di 46,5 miliardi di dollari. L’Europa detiene oltre il 51% di questo mercato, con Francia, Italia e Spagna in prima linea. Le proiezioni per il futuro indicano un incremento medio annuo del 12,9%, a testimonianza di un crescente interesse da parte dei viaggiatori per esperienze autentiche legate alla cultura e alla sostenibilità. Queste informazioni sono state confermate da Grand View Research nel 2024.

Questa tendenza positiva si sviluppa in un contesto di contrazione dei consumi di vino a livello mondiale. In questa situazione, l’enoturismo gioca un ruolo fondamentale, offrendo alle aziende vitivinicole la possibilità di diversificare le loro fonti di reddito, aumentare le vendite dirette e instaurare relazioni più strette con i consumatori.

Composizione dei visitatori e margini di sviluppo

L’analisi dei flussi di visitatori nelle cantine italiane rivela notevoli opportunità di crescita. I turisti nazionali costituiscono il 55% del totale dei visitatori, cifra che sale al 62% se si includono anche i residenti e i visitatori locali. Gli stranieri, invece, rappresentano solo il 32%, una percentuale inferiore rispetto ad altre realtà europee. Questa composizione del pubblico è simile sia per le piccole che per le grandi aziende, suggerendo che la scarsa internazionalizzazione è una caratteristica comune del settore.

Inoltre, si può osservare un significativo potenziale di sviluppo per le stagioni autunnali e invernali, che in Italia sono meno valorizzate rispetto a Paesi come la Francia, dove l’autunno è il periodo di massima affluenza. Attualmente, primavera ed estate rappresentano il 68% delle visite. È interessante notare che molte cantine rimangono chiuse durante le festività nazionali, mentre le strutture più grandi tendono a garantire una maggiore regolarità operativa.

Frammentazione della governance territoriale

Il rapporto mette in evidenza una criticità legata al coordinamento territoriale, che è gestito da una serie di attori, tra cui consorzi di tutela e assessorati regionali, con ruoli spesso non integrati. Nonostante questa frammentazione, c’è un forte interesse verso modelli di governance più coesi, con il 62% delle aziende disposte a contribuire economicamente alla creazione di un consorzio pubblico-privato per il marketing territoriale, sebbene con quote contenute.

Investimenti superiori al settore alberghiero

Nel periodo compreso tra il 2022 e il 2024, il 77% delle imprese enoturistiche ha effettuato investimenti, superando la percentuale del settore alberghiero. Le aziende destinano in media oltre il 14% del fatturato a investimenti, con una percentuale ancora più alta nelle realtà più piccole. Sebbene gran parte degli investimenti sia focalizzata sul core business vitivinicolo, cresce l’attenzione verso innovazione, sostenibilità e qualità dell’esperienza. Per il periodo 2025-2027, oltre la metà delle aziende prevede di effettuare nuovi investimenti.

Performance economiche e profili aziendali

Il rapporto evidenzia come investimenti e scelte organizzative mirate si traducano in risultati economici tangibili. Le aziende che hanno investito mostrano livelli di redditività e efficienza superiori: nel 2024, il ROE mediano si attesta attorno all’1,7%, rispetto a valori prossimi allo zero per quelle che non hanno effettuato investimenti. La produttività si posiziona intorno ai 70mila euro per addetto, in contrasto con i poco più di 50mila euro delle aziende non investitrici.

Lo studio identifica diversi profili aziendali, delineando una mappa articolata dell’enoturismo italiano. Accanto a modelli più tradizionali e radicati nel mercato domestico, emergono imprese che puntano sulla distribuzione commerciale e sull’uso intensivo dei canali di comunicazione, insieme a quelle che investono in innovazione digitale e sostenibilità. I cluster più dinamici mostrano tassi di crescita dei ricavi e dell’attivo superiori al 25% nel periodo 2019-2024.

Impatto economico sui territori

L’analisi si estende al valore generato nei territori, sottolineando come il turismo enogastronomico produca un impatto economico superiore alla media nazionale. Ogni visita legata a questo segmento genera oltre 150 euro di valore aggiunto, grazie a una spesa che coinvolge un’ampia filiera locale, dall’agricoltura alla ristorazione, dai servizi al commercio, fino alla cultura e all’artigianato.

La capacità di mettere in rete imprese, istituzioni e comunità locali amplifica l’impatto economico dell’enoturismo, rafforzando il suo ruolo come leva per la valorizzazione delle aree interne e la diffusione della ricchezza sul territorio. L’interazione tra cantine, filiere produttive e servizi locali consente di trasformare l’esperienza enoturistica in un progetto di sviluppo territoriale integrato, capace di generare benefici duraturi oltre i confini della singola impresa.