Esperto: è importante non stigmatizzare il cibo lavorato e processato

Dino Mastrocola chiede di fermare la demonizzazione del cibo processato, sottolineando l’importanza della trasformazione alimentare e la responsabilità dei produttori nella scelta degli ingredienti.

Dino Mastrocola, presidente della Società Italiana di Scienze e Tecnologie Alimentari (Sistal) e docente universitario, ha lanciato un appello per fermare la demonizzazione del cibo processato. Durante il 30° Workshop Nazionale sugli Sviluppi della Ricerca Italiana nel Dottorato in Scienze, Tecnologie e Biotecnologie Alimentari, tenutosi all’Università di Udine, il 15 marzo 2026, Mastrocola ha sottolineato l’importanza del processo di trasformazione degli alimenti, che è un elemento fondamentale della tecnologia alimentare.

Il ruolo dei tecnologi alimentari

Il docente ha spiegato che i tecnologi alimentari sono responsabili delle operazioni necessarie per stabilizzare e trasformare i prodotti alimentari. Senza questi processi, non sarebbero disponibili molte delle pietanze comuni, come gelati, pasta e olio. Mastrocola ha messo in guardia dall’associare automaticamente il termine “processato” a un alimento nocivo. Ha citato il latte come esempio, evidenziando che la pastorizzazione è essenziale per evitare problemi microbiologici, come la salmonella.

Distinzione tra processi e ingredienti

Il presidente di Sistal ha chiarito che non è il processo di trasformazione a essere problematico, ma piuttosto gli ingredienti utilizzati e la qualità delle materie prime. Ha insistito sulla necessità di distinguere tra la trasformazione tecnologica e la qualità nutrizionale del prodotto finale.

Parametri scientifici e responsabilità

Mastrocola ha concluso il suo intervento affermando che i processi di trasformazione devono seguire parametri scientifici rigorosi. Ha evidenziato che i problemi emergono dagli eccessi e dalle scelte fatte durante la produzione degli alimenti, piuttosto che dai processi stessi.

Il dibattito sull’innovazione e la salute

La discussione ha aperto un importante dibattito sull’equilibrio tra innovazione tecnologica e salute pubblica, ponendo l’accento sulla responsabilità dei produttori nella scelta degli ingredienti e nel rispetto delle normative scientifiche.