Oggi, sebbene non siano più l’ultima moda, il Bellini e le sue varianti – Rossini, Puccini, Tintoretto, Tiziano – continuano a rappresentare alcuni dei cocktail italiani più celebri a livello globale. Caratterizzati da un’eleganza e freschezza uniche, questi drink, a base di frutta e Prosecco, hanno il potenziale di riconquistare il palato degli amanti dei cocktail durante la stagione estiva. Fino a tre anni fa, il Bellini figurava tra i cocktail più venduti al mondo, secondo la classifica di Drinks International. Di seguito, esploreremo la storia e le ricette di queste bevande iconiche.
Origini del bellini
Il Bellini deve la sua creazione a Giuseppe Cipriani, il fondatore dell’Harry’s Bar di Venezia. Nel periodo di riapertura del locale, dopo la Seconda guerra mondiale, Cipriani decise di mescolare succo di pesca fresca con Prosecco, ispirandosi alla tradizione contadina italiana di abbinare le pesche al vino. Questo cocktail si guadagnò rapidamente la fama tra i locali e i turisti, diventando una delle specialità più richieste all’Harry’s Bar. La preparazione del Bellini è limitata ai mesi estivi, da maggio a settembre, a causa dell’utilizzo di pesche fresche. Con il tempo, il drink ha guadagnato popolarità oltre i confini di Venezia, anche grazie all’espansione internazionale dell’Harry’s Bar, promossa da Arrigo Cipriani, il figlio di Giuseppe, che ha aperto ristoranti con il marchio Cipriani in tutto il mondo.
Varianti celebri del bellini
Pochi anni dopo la sua creazione, il Bellini ha dato vita a diverse varianti, utilizzando frutti alternativi per superare la stagionalità. La più famosa è il Rossini, preparato con purea di fragole fresche. Sebbene alcuni attribuiscano la sua invenzione a Giuseppe Cipriani, molte testimonianze indicano che il cocktail sarebbe stato creato da Mirko Stocchetto, un allievo di Cipriani, noto per il suo lavoro al Bar Basso di Milano, dove ha anche inventato il Negroni Sbagliato. Il Puccini, a base di succo di mandarino, è stato invece ideato da Renato Hausmann, che lavorava all’Harry’s Bar negli anni ’40 e successivamente si trasferì all’Hotel Posta di Cortina d’Ampezzo. Altre varianti comprendono il Tiziano, con succo di uva fragola, e il Tintoretto, preparato con succo di melagrana.
L’origine del nome
Inizialmente, il cocktail di Cipriani non aveva un nome. Solo nel 1949, il barman decise di battezzarlo Bellini, ispirandosi al pittore rinascimentale veneziano Giovanni Battista Bellini, in concomitanza con una mostra a Palazzo Ducale. La leggenda narra che Cipriani, appassionato d’arte, fu colpito da un dipinto che rappresentava San Francesco, indossante una toga dello stesso colore del suo cocktail. Per quanto riguarda il Rossini, il nome è legato sia al compositore Gioachino Rossini che al colore rosso del drink. Analogamente, le varianti Puccini, Tiziano e Tintoretto devono il loro nome a famosi artisti, seguendo questa tradizione di omaggiare la cultura.
Ricetta del bellini e delle sue varianti
L’International Bartenders Association (IBA) ha inserito la ricetta del Bellini nel suo catalogo di cocktail ufficiali nel 1986 e, nell’ultima revisione del 2024, sono state menzionate anche le sue varianti, tra cui il Mimosa. Tuttavia, il Mimosa è nato al Ritz Hotel di Parigi nel 1925, ben prima della creazione del Bellini.
Tecnica: Stir and Strain
Bicchiere: flute o Tumbler basso
Ingredienti:
100 ml di Prosecco
50 ml di purea di pesca bianca
Preparazione: versare la purea di pesca bianca in un mixing glass con ghiaccio, aggiungere il Prosecco e mescolare delicatamente, quindi versare nel bicchiere. Per ottenere la caratteristica sfumatura di colore, è consigliabile utilizzare pesche delle varietà H6 e Paola, disponibili da giugno a settembre. In alternativa, per ottenere il Rossini, si utilizza purea di fragole, per il Puccini succo di mandarino, per il Mimosa succo d’arancia, per il Tiziano succo di uva fragola e per il Tintoretto succo di melagrana. In tutti i casi, il Prosecco può essere sostituito con Champagne.
Il bellini e l’harry’s bar nel cinema
L’Harry’s Bar, da quando è stato inaugurato nel 1931, ha accolto molte personalità di spicco nel mondo della letteratura, del cinema e della musica, tra cui Ernest Hemingway, Orson Welles, Eugenio Montale, Woody Allen, Giorgio De Chirico, Frank Sinatra, Arturo Toscanini, Aristotele Onassis e Gianni Agnelli. Nel 2015, un film-documentario diretto da Carlotta Cerquetti è stato proiettato alle Giornate degli Autori durante la Mostra del Cinema di Venezia, dedicato alla storia di questo leggendario locale. Il documentario esplora non solo la storia dell’Harry’s Bar, ma anche il Bellini e un’altra creazione iconica di Cipriani: il carpaccio, che prende il nome dal pittore veneziano Vittore Carpaccio, contemporaneo di Bellini.
Abbinamenti gastronomici con i cocktail
- Bellini: da abbinare a tartine al salmone, olive e taralli.
- Tiziano: ideale con antipasti di pesce, finger food vegetariani e dessert alla frutta.
- Tintoretto: perfetto con piatti a base di carni bianche o insalate festive.
- Rossini: si sposa bene con dolci alle fragole o mousse delicate.
- Puccini: consigliato durante il periodo natalizio con panettone o pandoro, per chiudere pranzi e cene festive.
