Etichettatura ambientale: aumenta la chiarezza riguardo agli imballaggi

L’etichettatura ambientale in Italia cresce nel settore grocery, con il 55,2% dei prodotti che fornisce informazioni sul packaging e il 62,1% sulle indicazioni per la raccolta differenziata.

L’etichettatura ambientale sui prodotti di largo consumo in Italia sta guadagnando sempre più terreno, mostrando però andamenti differenti a seconda delle informazioni fornite. Questa evidenza emerge dall’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, un’iniziativa promossa da Conai e GS1 Italy, che per la prima volta integra un’analisi storica semestrale con un’istantanea annuale. L’osservatorio amplia il proprio campo d’analisi, includendo anche i supermercati di libero servizio, ovvero quelli con una superficie inferiore ai 400 mq, per un totale di circa 9.615 punti vendita.

Analisi dei prodotti grocery

Nel periodo compreso tra luglio 2024 e giugno 2025, il 55,2% dei prodotti grocery disponibili in ipermercati, supermercati e libero servizio presenta in etichetta la codifica identificativa del materiale utilizzato per il packaging, in conformità alla Decisione 129/97/CE. Questo corrisponde a 82.306 articoli, con un incremento di 3,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Analizzando i volumi di vendita, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano le informazioni oggetto di studio, rappresentando il 78,6% delle unità vendute, con un aumento di 1,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il settore del freddo si distingue come il più virtuoso, con il 67,2% delle referenze, seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%). Invece, le categorie delle bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura personale (47,5%) rimangono al di sotto della media, sebbene si notino segnali di recupero in alcune di esse.

Indicazioni sull’imballaggio

Un ulteriore aspetto significativo riguarda la presenza di indicazioni sull’imballaggio e sul corretto conferimento nella raccolta differenziata. Tali informazioni sono visibili sul 62,1% dei prodotti sugli scaffali, corrispondenti a 92.474 referenze, e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, che rappresentano l’83,6% del totale grocery. Rispetto all’anno precedente, l’incidenza di queste informazioni è cresciuta di 2,2 punti percentuali per numero di prodotti e di 1,2 punti per confezioni vendute. I reparti più avanzati in questo ambito sono il freddo (83,9% delle referenze), fresco (75,6%) e carni (73,8%), mentre le categorie di cura personale, petcare e bevande risultano ancora distanti dalla media generale.