Ettore Prandini è stato recentemente eletto presidente dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA) durante l’assemblea tenutasi a Roma il 15 gennaio 2025. Il leader di Coldiretti assume un ruolo cruciale in un contesto in cui il settore del bovino da latte in Italia sta affrontando sfide significative, con un numero di capi in calo ma una capacità produttiva che continua a crescere. La specializzazione regionale e l’importanza della DOP economy sono elementi chiave che caratterizzano il panorama attuale.
Nuova responsabilità di Prandini
Prandini ha dichiarato di accettare questa nuova responsabilità con la piena consapevolezza dell’importanza della zootecnia italiana, che rappresenta un pilastro economico, sociale e ambientale per il Paese. “Abbiamo la zootecnia più sostenibile in Europa e dobbiamo difendere e promuovere questo modello”, ha affermato. Il presidente ha sottolineato l’importanza di far sentire la voce dell’AIA a tutti gli allevatori e a tutte le filiere, che comprendono latte, carne, uova, produzioni di qualità e razze autoctone.
Strategia di sviluppo
La strategia delineata da Prandini si concentra sul rafforzamento del reddito per le imprese, sull’innovazione, sul benessere animale e sulla biosicurezza. L’obiettivo è consolidare un modello produttivo basato su dati affidabili, qualità, sostenibilità e trasparenza. Questo approccio non si limita a un singolo settore, ma abbraccia una vasta gamma di categorie, tra cui bovini da latte e da carne, bufalini, suini, ovini, caprini e avicoli, coprendo l’intero sistema delle produzioni zootecniche nazionali.
Patrimonio zootecnico italiano
Il patrimonio zootecnico italiano è notevole e diversificato, con circa 2,3 milioni di bovini e bufalini da latte, 2,1 milioni di bovini da carne, 7,8 milioni di suini, 6 milioni di ovicaprini e circa 650 milioni di capi avicoli allevati annualmente. Questo sistema, come evidenziato in una nota dell’associazione, non solo genera valore per le aree rurali, ma sostiene anche filiere agroalimentari strategiche e contribuisce all’identità del Made in Italy. Tuttavia, il settore deve affrontare sfide come la volatilità dei mercati, emergenze sanitarie, costi di produzione, ricambio generazionale e una crescente domanda di sostenibilità.
