Fao: in Tunisia si registra una produzione record di olio d’oliva grazie alle condizioni climatiche favorevoli

La Tunisia diventerà il secondo produttore mondiale di olio d’oliva nel 2025/26, con una produzione prevista oltre 400mila tonnellate, grazie a un aumento delle precipitazioni.

La Tunisia si appresta a diventare il secondo produttore mondiale di olio d’oliva nella stagione 2025/26, grazie a un aumento significativo delle precipitazioni che ha favorito la crescita degli uliveti. Secondo il rapporto “Food Outlook” pubblicato dalla Fao, la produzione di olio d’oliva nel Paese nordafricano è prevista in forte crescita, superando le 400mila tonnellate. Questo incremento rappresenta un segnale positivo dopo un periodo di siccità che aveva colpito la produzione globale, causando un aumento dei prezzi.

Il mercato dell’olio d’oliva nel 2025

La Fao ha evidenziato che i prezzi all’ingrosso dell’olio d’oliva in Spagna, il principale produttore al mondo, e in Grecia, sono diminuiti di oltre il 50% dall’inizio del 2024. Tuttavia, in Italia i prezzi rimangono relativamente elevati. Questo abbassamento dei costi ha stimolato una ripresa nei consumi, con il commercio globale di olio d’oliva che potrebbe raggiungere un massimo storico nella prossima stagione. Nonostante ciò, i dazi imposti dagli Stati Uniti potrebbero limitare i volumi complessivi di commercio, influenzando le dinamiche del mercato internazionale.

Utilizzo dei fertilizzanti e spese alimentari

Il rapporto della Fao include anche un’analisi sull’uso globale dei fertilizzanti, che è previsto in aumento per la stagione 2024/25. Dopo un periodo di calo dovuto a problemi di disponibilità e costi elevati, il prezzo medio di un paniere di fertilizzanti si è attestato a 489 dollari per tonnellata a settembre 2025. Questo rappresenta una diminuzione del 40% rispetto al picco record di aprile 2022, ma è comunque superiore ai livelli del 2024.

Inoltre, la Fao ha aggiornato le stime sulle importazioni alimentari per il 2025, prevedendo un aumento di quasi l’8% rispetto all’anno precedente, con un valore complessivo che raggiungerà i 2,22 trilioni di dollari. Questa crescita è attribuita a un incremento medio del 34,5% dei prezzi di prodotti di alta valore, come caffè e cacao, principalmente importati da Paesi ad alto reddito. Al contrario, nei Paesi meno sviluppati, si prevede che la spesa per oli, prodotti animali e vegetali aumenti del 58%, a causa di una combinazione di fattori quantitativi e di prezzo.

Con queste previsioni, il mercato globale dell’olio d’oliva e delle importazioni alimentari si presenta in una fase di cambiamento significativo, con la Tunisia pronta a giocare un ruolo chiave nella produzione di olio d’oliva a livello mondiale.