L’indice dei prezzi alimentari della FAO ha registrato un incremento per il terzo mese consecutivo, secondo quanto comunicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Nel mese di aprile 2025, tale indice ha raggiunto una media di 130,7 punti, segnando un aumento dell’1,6% rispetto al valore rivisto di marzo e un incremento del 2,0% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo aumento è principalmente attribuito all’innalzamento dei prezzi degli oli vegetali, ma anche ai rincari dei cereali e del riso, in un contesto di instabilità legata alla crisi nello Stretto di Hormuz.
Dettagli sull’indice dei prezzi dei cereali
Andando nel dettaglio, l’indice dei prezzi dei cereali ha mostrato un aumento dello 0,8% rispetto a marzo e dello 0,4% rispetto ad aprile 2024. Questo riflette le tensioni sui prezzi dei principali cereali, eccetto il sorgo e l’orzo. I prezzi mondiali del grano, ad esempio, sono aumentati dello 0,8% a causa di preoccupazioni per la siccità in alcune aree degli Stati Uniti e della possibilità di precipitazioni inferiori alla media in Australia. Anche il mais ha visto un incremento, con un aumento dello 0,7%, sostenuto dalla riduzione stagionale dell’offerta e dalle preoccupazioni per le condizioni climatiche in Brasile, nonché dalla siccità che ha influenzato la semina in alcune zone statunitensi.
Andamento dei prezzi del riso e degli oli vegetali
L’indice FAO dei prezzi del riso ha registrato un incremento dell’1,9% ad aprile, mentre quello degli oli vegetali ha segnato un notevole aumento del 5,9% rispetto al mese precedente, raggiungendo il livello più alto da luglio 2022. Per quanto riguarda la carne, l’indice ha raggiunto un nuovo massimo storico ad aprile, con un incremento dell’1,2% rispetto a marzo e un aumento del 6,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. In controtendenza, i prezzi dei prodotti lattiero-caseari hanno mostrato una diminuzione dell’1,1% rispetto a marzo, mentre i prezzi dello zucchero sono calati del 4,7% rispetto al mese precedente e del 21,2% rispetto ad aprile 2024.
