Nelle settimane precedenti non si sono registrati aumenti di prezzo per le fave e il pecorino, due alimenti tipici delle scampagnate del 1° maggio. Entrambi i prodotti risultano più economici rispetto allo scorso anno, con il formaggio che ha visto una diminuzione superiore al 10%. L’analisi condotta da Bmti per l’ANSA ha monitorato i prezzi all’ingrosso, fornendo un quadro chiaro in vista della festività. Secondo i listini della Camera di commercio di Milano, il Pecorino stagionato per 8 mesi si attesta attualmente a 11,08 euro al chilogrammo, mantenendo prezzi stabili nei primi quattro mesi del 2026. Questo andamento è influenzato da una crescita nella produzione e da un rallentamento delle esportazioni.
Nel 2024, le spedizioni di Pecorino e Fiore Sardo verso l’estero hanno mostrato una diminuzione del 2,8% in volume e del 4,6% in valore, con un impatto particolare sui mercati extra-Ue, in particolare gli Stati Uniti, a causa delle problematiche legate ai dazi. Nonostante la contrazione delle spedizioni, che si avvicina al 9% su base annua, il mercato statunitense rimane cruciale per l’intera filiera, assorbendo circa il 55% delle esportazioni totali nel 2024.
Il mercato delle fave in equilibrio
Il mercato delle fave italiane si presenta in una condizione di stabilità, supportato da una campagna produttiva regolare che riflette le tendenze degli anni passati. Secondo l’analisi di Bmti, basata sui dati forniti dalla Rete Italmercati, i prezzi all’ingrosso delle fave si attestano questa settimana a una media di 1,48 euro al chilogrammo, rispetto agli 1,52 euro al chilogrammo dello scorso anno. Questa stabilità è frutto di una produzione costante e di consumi equilibrati, che non hanno subito l’influenza di eventi climatici avversi.
Nonostante si possano osservare variazioni di prezzo a livello locale, dovute a diverse tempistiche di raccolta, le offerte e le quotazioni rimangono in linea con le medie storiche per questo periodo dell’anno. Anche la qualità delle fave può variare in base alla provenienza geografica; mentre nelle regioni meridionali la stagione di raccolta sta giungendo al termine, nelle aree del centro-nord si è appena avviata la fase di piena raccolta. La situazione attuale suggerisce un mercato sano e bilanciato, pronto per accogliere la festività del 1° maggio con prodotti freschi e di qualità.
