BAR & WINE – Nel cuore di Amsterdam, precisamente in Vijzelstraat 39, si trova un locale che da vent’anni continua a catturare l’attenzione di chi cerca un buon drink, sia per un aperitivo che per un cocktail notturno: Feijoa. Questo bar, privo di fronzoli eccessivi, ha mantenuto una formula vincente sin dalla sua apertura: proposte di drink solide, un’accoglienza calorosa e un’atmosfera vivace fino alle tre del mattino.
Recentemente ho visitato Feijoa durante una settimana in cui l’attenzione del mondo del bere era rivolta ad Amsterdam, in occasione delle Europe’s 50 Best Bars. In questi frangenti, le classifiche tendono a ridefinire la mappa morale della città: chi viene celebrato, chi resta nell’ombra e chi continua a svolgere il proprio lavoro con dedizione, serata dopo serata.
Feijoa non è parte del circuito esclusivo dei 50 Best Bars, e forse è proprio questo il suo punto di forza: rappresenta un locale con una storia autentica, costruita bicchiere dopo bicchiere. Fondata nel 2006, come evidenziato dal branding “Est. 2006” presente nel locale, quest’anno celebra i suoi vent’anni di attività, diventando un punto di riferimento per clienti curiosi, habitué e bartender. Non a caso, anche Difford’s Guide lo descrive come un bar frequentato da professionisti del settore prima e dopo il lavoro.
La posizione di Feijoa è strategica, collocata all’angolo con Reguliersdwarsstraat, in una zona centrale di Amsterdam, caratterizzata da un intenso passaggio di tram, biciclette, turisti e residenti, con insegne luminose e una vivace vita notturna che caratterizza la città.

Interni che raccontano una storia
Feijoa si distingue per il suo ambiente ricco di accumulo, memoria e dettagli, risultando un locale stratificato. La combinazione di colori vivaci, con neon rossi, verdi tropicali, vetro, legno e metallo, crea un’atmosfera che ricorda un tiki bar urbano mescolato a un salotto bohémien. L’abbondanza visiva richiede tempo per essere apprezzata e messa a fuoco.
Prima di sedermi al bancone, esploro il locale: grandi foglie tropicali decorano bottiglie utilizzate come vasi, circondate da libri inclinati sulle panche. Le pareti sono adornate con poster, adesivi, neon rosa, fiori artificiali e lampade intrecciate.
Il bancone è accogliente, con un sorriso autentico che mi dà il benvenuto, un ottimo inizio. La bottigliera, con i suoi ripiani in vetro e le etichette riflettenti, trasmette immediata fiducia. Il soffitto è caratterizzato da una griglia di piccole luci tonde e calde, simili a oblò, che creano un’atmosfera intima. Infine, il neon “My house is your house” rappresenta un chiaro messaggio di ospitalità.

La proposta drink: tropicali, classici e libertà creativa
La drink list di Feijoa riflette la filosofia del locale: non si propone di stupire con drink complessi, ma di instaurare un dialogo diretto con i clienti al bancone. Sebbene il bar abbia una carta, non la considera come un limite rigido. I bartender sono liberi di preparare i cocktail del menu o di creare drink personalizzati in base ai gusti dei clienti. La carta funge da mappa, non da confine, e il bartender diventa il collegamento tra le bottiglie e il bicchiere.
Tra i cocktail signature, il Rockstar esprime il lato tropicale del locale, combinando gin, limone, vaniglia, frutto della passione e ananas per un profilo fresco e fruttato. La vaniglia ammorbidisce il mix, mentre il limone aggiunge vivacità, con il frutto della passione e l’ananas che offrono colore e una dolcezza controllata. Questo drink è accessibile ma non banale, capace di intrattenere senza compromettere l’equilibrio.
Accanto ai cocktail originali, Feijoa offre classici come Negroni, Old Fashioned, Bramble e Corpse Reviver, sottolineando l’importanza della tecnica nella preparazione, tra diluizione, temperatura e struttura.
Il Paper Plane con Amaro del Capo
In questo contesto di equilibrio, Feijoa propone una reinterpretazione mediterranea del Paper Plane, sostituendo l’amaro tradizionale con il Vecchio Amaro del Capo.
Ingredienti:
- 3 cl Bulleit Bourbon
- 3 cl Aperol
- 3 cl Vecchio Amaro del Capo
- 3 cl succo di limone fresco
Il drink viene shakerato con ghiaccio e servito in una coppetta fredda, senza decorazioni, puntando esclusivamente sull’equilibrio dei sapori. La scelta dell’Amaro del Capo non è casuale; il risultato finale è più avvolgente e leggermente più dolce, conferendo un tocco mediterraneo senza tradire l’essenza originale del cocktail.

Il segreto di vent’anni di storia
A vent’anni dall’apertura, Feijoa dimostra che il successo non dipende dalle classifiche. La chiave è essere un luogo con un’identità riconoscibile, dove un neon rappresenta un manifesto e un drink ben concepito racconta, in un solo sorso, la storia di due decenni di passione al bancone.
