In un contesto globale caratterizzato da conflitti, emergenze climatiche e instabilità economica, l’agricoltura si rivela essere un elemento cruciale per la sicurezza nazionale e la coesione sociale. Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, ha sottolineato l’importanza di considerare l’agricoltura come un vero e proprio asset strategico. Durante la IX Assemblea dell’organizzazione, tenutasi il 15 aprile 2025 presso l’Auditorium Antonianum di Roma, Fini ha affermato che la sovranità alimentare è fondamentale per garantire la libertà di un popolo.
Il ruolo degli agricoltori e le sfide attuali
Fini, riconfermato all’unanimità nella sua carica di presidente, ha esortato a trasformare “la paura in energia per il cambiamento”, sottolineando il ruolo degli agricoltori come custodi di cibo e territori. Ha espresso il desiderio di costruire un’Italia dove vivere in campagna sia una scelta orgogliosa per le nuove generazioni, piuttosto che un obbligo. La sua relazione ha toccato temi cruciali come la risposta alle crisi globali, il reddito agricolo, le questioni climatiche e le aree interne, insieme alla nuova Politica Agricola Comune (Pac).
La crisi agricola e le richieste di intervento
Fini ha descritto la situazione internazionale come una “tempesta permanente”, evidenziando come l’agricoltura sia il primo settore a risentire degli effetti negativi, con un aumento esorbitante dei costi. I prezzi del gasolio agricolo sono aumentati del 100%, mentre i fertilizzanti hanno registrato incrementi significativi, come l’urea con un +43% e il solfato di ammonio con un +20%. Di fronte a questa crisi, ha chiesto risposte rapide e straordinarie a livello comunitario, simili a quelle adottate durante la pandemia di Covid-19.
Proposte per il futuro dell’agricoltura
Fini ha anche sottolineato la storica battaglia di Cia per un riequilibrio del valore lungo la filiera agroalimentare, oggi molto penalizzante per gli agricoltori. Ha proposto il miglioramento della forza collettiva dei produttori, insieme a misure di legalità e trasparenza, e ha chiesto un nuovo patto con i cittadini per incentivare la filiera corta. Inoltre, ha delineato un piano d’azione su clima, acqua, innovazione e rilancio delle aree interne.
Difesa della Politica Agricola Comune
Infine, Fini ha espresso la sua determinazione nel difendere la Politica Agricola Comune, opponendosi a qualsiasi tentativo di rinazionalizzazione o di inglobare la Pac in un Fondo Unico indistinto. Ha concluso ribadendo che gli accordi internazionali devono essere orientati ad aprire mercati e non a chiudere aziende, sottolineando così l’importanza di un approccio strategico per il futuro dell’agricoltura italiana.
