Giornata Mondiale del Latte: in Italia il settore lattiero vale 31 miliardi di euro

L’Italia celebra la Giornata Mondiale del Latte con un settore lattiero-caseario in crescita, valore di 31 miliardi di euro e un forte incremento delle esportazioni di formaggi.

L’Italia celebra la Giornata Mondiale del Latte con un settore lattiero-caseario che ha raggiunto un valore di 31 miliardi di euro, dimostrando una solidità senza precedenti e una crescente proiezione verso i mercati internazionali. Secondo l’analisi di Coldiretti, il decennio trascorso ha visto un incremento significativo nell’export dei formaggi italiani, che ha quasi raddoppiato le sue quantità, toccando il record di 680 milioni di chili nel 2025. Confagricoltura, dal canto suo, evidenzia la robustezza della produzione primaria, con un latte vaccino munto che ha superato i 13 milioni di tonnellate nel 2024, segnando un incremento del 20% rispetto ai dieci anni precedenti e coprendo il 90% del fabbisogno nazionale. Tuttavia, il settore si trova a fronteggiare una sfida importante: nonostante il successo delle eccellenze Dop, rimane il problema dei prezzi, con la necessità di una maggiore coesione per contrastare l’importazione massiccia di materie prime estere e le fluttuazioni del mercato.

Il valore della milk economy in Italia

La “milk economy” italiana ha raggiunto un valore complessivo di 31 miliardi di euro, un patrimonio che riflette l’eccellenza e la biodiversità del Paese. I formaggi Made in Italy, apprezzati a livello globale, hanno visto le loro esportazioni quasi raddoppiare nel corso dell’ultimo decennio. Questo è quanto emerge dall’analisi di Coldiretti, basata su dati forniti da Istat e Ismea, in occasione della Giornata Mondiale del Latte, istituita dalla Fao nel 2001 e celebrata ogni 1° giugno. Nonostante le tensioni internazionali e le guerre commerciali, le esportazioni di formaggi italiani hanno raggiunto nel 2025 il record storico di quasi 680 milioni di chili, con un incremento del 90% rispetto a dieci anni fa. I principali mercati di esportazione includono Germania, Francia e Regno Unito, mentre gli Stati Uniti rappresentano il mercato extraeuropeo di maggiore rilevanza. Le denominazioni di origine protetta, come il Parmigiano e il Grana, il Gorgonzola, il Pecorino, il Taleggio e il Provolone, costituiscono oltre il 40% dei consumi mondiali. Tuttavia, l’industria dei falsi continua a prosperare, copiando le specialità casearie italiane, dalla mozzarella alla ricotta, dal provolone all’asiago. Anche in Italia, i formaggi nazionali sono molto richiesti, rappresentando circa il 60% del valore totale della Dop Economy, secondo l’analisi di Coldiretti. Le specialità casearie occupano i primi posti nella classifica dei prodotti Dop, con il Grana Padano al primo posto, seguito dal Parmigiano Reggiano, dalla Mozzarella di Bufala, dal Gorgonzola e dal Pecorino Romano. Coldiretti sottolinea l’importanza di tutelare questo patrimonio nazionale contro la concorrenza sleale delle produzioni straniere, che esercitano una pressione al ribasso sui prezzi del latte italiano.

Crescita della produzione di latte e opportunità di mercato

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Latte, si celebra un alimento fondamentale per la nutrizione e un motore dell’economia italiana. Secondo Confagricoltura, la produzione di latte vaccino in Italia ha superato nel 2024 i 13 milioni di tonnellate, un traguardo importante che segna un aumento del 20% negli ultimi dieci anni. Questo risultato consente al settore di coprire oltre il 90% del fabbisogno interno. Mentre la produzione garantisce stabilità sul mercato domestico, è all’estero che il comparto mostra il suo potenziale, grazie alle performance di eccellenza dei formaggi italiani. Nel 2024, le esportazioni hanno raggiunto le 658 mila tonnellate, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Questi risultati confermano l’importanza del mercato internazionale, che offre opportunità di crescita e margini profittevoli, a patto di sostenere il settore con campagne promozionali efficaci. La sfida futura consiste nel consolidare i mercati già esistenti e nell’aprire nuove frontiere, con particolare attenzione verso il Sud-est asiatico. Confagricoltura sottolinea la necessità di un dialogo maggiore all’interno della filiera per una gestione equa delle fluttuazioni di mercato e per valorizzare il latte italiano, con l’obiettivo di espandere il mercato e raggiungere una piena autosufficienza.