Global mixology: dall’evoluzione dei cocktail del 2010 al cane robot ‘fiutatore’ di alcol

La catena di bar The Alchemist celebra 16 anni con un menù revival di cocktail iconici del 2010, mentre il settore del whiskey affronta sfide produttive e innovazioni tecnologiche.

La catena di bar britannica The Alchemist celebra un importante traguardo: 16 anni di attività. Per festeggiare, a partire da gennaio 2026, l’azienda introdurrà un menù “revival” che riporterà alcuni dei cocktail più iconici del 2010, mantenendo i prezzi dell’epoca. Questa iniziativa mira a dare una spinta al settore dell’ospitalità, attualmente in crisi, con la speranza di attrarre clienti con offerte nostalgiche. Nel frattempo, i produttori di whiskey negli Stati Uniti e in altre nazioni si trovano a fronteggiare una situazione difficile, con magazzini pieni di distillato non venduto a causa di un calo significativo delle esportazioni. Bacardi, da parte sua, ha ideato un cane robot per individuare le perdite di etanolo nelle cantine di maturazione, cercando così di ottimizzare i processi produttivi.

Il rilancio della catena di bar britannica

Nel Regno Unito, il settore dell’ospitalità sta vivendo un periodo di grande difficoltà. Secondo l’associazione di categoria UKHospitality, la pressione fiscale sulle imprese potrebbe raddoppiare entro il 2029. In questo contesto critico, The Alchemist ha deciso di adottare una strategia audace per attirare nuovamente i clienti. A partire dal mese di gennaio 2026, la catena presenterà un menù in edizione limitata che reintrodurrà alcuni dei cocktail più amati dai clienti nel 2010, a prezzi che non sono cambiati da allora.

Il 2010 è un anno significativo per The Alchemist, poiché segna il suo esordio nel panorama della ristorazione. Tra i cocktail che verranno riproposti ci sono il White Chocolate Lampberry Martini, un mix di vodka Absolut Lampberry e liquori vari, e il Colour Changing One, che cambia colore nel tempo. Entrambi saranno disponibili al prezzo di 6 sterline, equivalente a circa 7 euro. Anche il Smokey Old Fashioned e il Dead Red Zombie faranno parte di questa offerta a prezzi competitivi. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di risollevare il morale dei consumatori e attrarli nuovamente nei bar, sperando che il richiamo al passato possa stimolare le vendite.

Il calo della produzione di whiskey negli Stati Uniti

Con l’arrivo del 2026, il settore del whiskey negli Stati Uniti si trova ad affrontare sfide considerevoli. Il gruppo Suntory Global Spirits ha annunciato la sospensione della produzione del famoso bourbon Jim Beam a Clermont, Kentucky, per tutto l’anno. Questa decisione è stata presa in risposta a un calo del 9% delle esportazioni, aggravato dalle politiche commerciali in atto.

Durante questo periodo di inattività, l’azienda prevede di apportare miglioramenti allo stabilimento e sta dialogando con i sindacati per trovare soluzioni per i lavoratori coinvolti. La situazione è complessa, poiché l’associazione dei distillatori del Kentucky ha rivelato che i produttori stanno affrontando un surplus record di distillato invecchiato, con circa 16,1 milioni di barili in magazzino. La maggior parte di questi prodotti non sarà pronta per l’imbottigliamento fino al 2030. Anche altre aziende, come Brown-Forman e Diageo, hanno dovuto fermare la produzione in diversi stabilimenti a causa delle stesse problematiche.

Innovazione tecnologica nella produzione di whiskey

In un tentativo di affrontare le sfide legate alle perdite di produzione, Bacardi ha avviato un progetto innovativo che prevede l’uso di un robot simile a un cane per identificare le perdite di etanolo nei magazzini di maturazione situati nei pressi di Glasgow. Questo dispositivo, sviluppato in collaborazione con il National Manufacturing Institute Scotland e lo Scotch Whisky Research Institute, è dotato di un sensore montato su un braccio stampato in 3D, che gli consente di rilevare vapori mentre si muove autonomamente all’interno del magazzino.

L’obiettivo di Bacardi è quello di scoprire se la robotica possa offrire un’alternativa più efficace rispetto alle ispezioni tradizionali effettuate da personale umano. I risultati preliminari sono incoraggianti, anche se la tecnologia è ancora in fase di test. In futuro, Bacardi prevede di integrare il sensore direttamente nel robot per migliorare ulteriormente le sue capacità. Questo progetto rappresenta un passo importante verso l’ottimizzazione dei processi di controllo e ispezione nella produzione di whiskey, un settore in continua evoluzione.