Global mixology: spritz leggeri, rinascita dei bar di provincia e riduzione dell’alcol negli Usa

Il 2025 segna un calo del consumo di alcolici negli Stati Uniti e una crescente popolarità dei cocktail italiani leggeri nel Regno Unito, come Aperol Spritz e Hugo.

Il 2025 segna un significativo cambiamento nelle preferenze dei consumatori di bevande alcoliche, in particolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti. I cocktail italiani come il Aperol Spritz e il Hugo continuano a guadagnare popolarità, grazie al loro basso apporto calorico, mentre negli Stati Uniti si registra un calo del consumo di alcolici, influenzato da fattori economici e sociali.

Spritz e hugo: la scelta leggera per l’aperitivo

Nel Regno Unito, il Aperol Spritz e il Hugo si affermano come i drink più richiesti, grazie al loro contenuto calorico contenuto. Secondo una ricerca condotta dal servizio sanitario Zava, un Aperol Spritz ha circa 125 calorie, mentre un Hugo ne conta 137. Questi valori sono significativamente inferiori rispetto ad altre bevande, come l’Espresso Martini con 225 calorie e la Piña Colada che arriva a 320 calorie. La chiave di questo successo risiede nella combinazione di ingredienti come la soda, priva di calorie, e il prosecco, che apporta circa 80 calorie per bicchiere. Questo rende il cocktail paragonabile a due uova e persino inferiore a un tè matcha, che ha 138 calorie.

Per chi cerca opzioni ancora più leggere, i distillati puri sono una scelta valida. La vodka si distingue come la più leggera, con 100 calorie per 50 ml, seguita da whisky, gin e tequila, che si attestano intorno alle 110 calorie. È importante notare che, sebbene queste bevande siano a basso contenuto calorico, l’alcol fornisce calorie “vuote”, che non apportano valore nutrizionale, a differenza di bevande più nutrienti come gli smoothie. Nonostante ciò, gli spritz rimangono una scelta relativamente leggera per gli aperitivi estivi.

Pinnacle guide: l’espansione dei bar italiani

La Pinnacle Guide ha recentemente aggiornato la sua lista di bar di alta qualità, aggiungendo 46 nuovi locali. Tra questi, 30 hanno ricevuto un pin, 13 due pin e 3 hanno raggiunto il massimo riconoscimento di tre pin. I bar che hanno ottenuto questo prestigioso riconoscimento sono il Champagne Bar at The Surf Club a Miami, Kumiko a Chicago e Line Athens ad Atene. Questi locali si uniscono a un’élite mondiale di soli quattro bar, tra cui il Lyaness di Londra, che detiene il titolo dal 2024. Per ottenere un riconoscimento così elevato, i bar devono presentare una domanda scritta eccellente e offrire un’esperienza eccezionale, verificata attraverso visite anonime.

Negli Stati Uniti, il Nord America rappresenta oltre un terzo dei bar premiati, con l’Italia che ha visto l’aggiunta di cinque locali alla lista, tutti situati in città meno conosciute. Tra questi, spiccano Alto a Cervia, Shub di Sorrento, Squisi a Vittorio Veneto e il Stravinskij Bar all’Hotel de Russie di Roma, tutti con un pin, mentre CuCù a Bassano del Grappa ha ricevuto due pin. Con queste aggiunte, il numero totale di bar “pinned” ha raggiunto 192 in 14 paesi.

Usa: calo del consumo di alcolici e crisi economica

Nel 2025, il consumo di bevande alcoliche negli Stati Uniti ha registrato un calo del 5%, secondo i dati forniti dalla società IWSR. La diminuzione ha interessato quasi tutte le categorie principali: sia la birra che il vino hanno subito una flessione del 6%, mentre gli spirit hanno visto una riduzione del 4%. Gli unici a mantenere una certa stabilità sono stati i RTD (ready-to-drink), che hanno visto un calo dell’1%, con differenze significative tra le varie tipologie. In particolare, i cocktail a base di malto hanno registrato un crollo del 5%, mentre quelli a base di distillati hanno visto una crescita del 14%.

Alcuni segmenti di mercato hanno mostrato segni positivi, come la birra analcolica, che è aumentata del 15%, e il prosecco, che ha visto un incremento del 3%. I distillati nazionali, come il soju coreano, hanno avuto un notevole aumento del 18%. La contrazione del consumo di alcolici ha colpito quasi tutti gli stati americani, con il Nevada come unica eccezione, registrando una crescita del 3%.

L’analisi di IWSR suggerisce che non è tanto il numero di consumatori a diminuire, quanto piuttosto la frequenza e la quantità di alcol consumato. Le cause di questo trend negativo includono la crescente tendenza alla moderazione e la pressione economica sulle famiglie, che porta a una riduzione dei consumi di beni non essenziali come gli alcolici. La società prevede che, con un miglioramento della fiducia dei consumatori, alcune categorie oggi in calo potrebbero riprendere a crescere.