Grana Padano avvia azioni legali contro attivisti contro gli allevamenti

Tre attivisti protestano contro il Consorzio Tutela Grana Padano durante il Concerto di Natale a Desenzano, suscitando una reazione legale e dichiarazioni contro il cibo sintetico.

Tre attivisti del Collettivo ‘No Food, No Science’ hanno messo in atto una protesta durante il Concerto di Natale, tenutosi il 25 dicembre 2025 nel Duomo di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia. I manifestanti hanno esposto un grande striscione contro il Consorzio Tutela Grana Padano, sponsor dell’evento. In risposta a questa azione, il Consorzio ha deciso di procedere legalmente contro di loro. Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, ha dichiarato in una nota ufficiale: “Questi sparuti sprovveduti risponderanno in tribunale delle loro azioni diffamanti”.

Opinioni di berni sulle contestazioni

Berni ha continuato a esprimere la sua opinione riguardo a queste contestazioni, affermando che ci si trova di fronte a piccoli gruppi che, secondo lui, agiscono come “servi sciocchi” o, peggio, “prezzolati” da multinazionali interessate a promuovere il cibo sintetico come alternativa al cibo di origine animale. “Con l’aumento della popolazione mondiale, che arriverà a toccare i 10 miliardi di persone in circa vent’anni, è chiaro che il settore alimentare, già oggi di grande importanza economica, diventerà il business del futuro”, ha aggiunto Berni.

Rischi del cibo sintetico e delle rivoluzioni alimentari

Il direttore generale ha anche messo in guardia riguardo ai rischi associati al cibo sintetico e a quello eccessivamente processato, definito “cibo Monster”. Ha sottolineato come queste rivoluzioni alimentari siano finanziate da collettivi o associazioni che, a volte, non sono nemmeno consapevoli di essere strumenti nella diffusione di false informazioni. Berni ha evidenziato che gli attivisti che hanno interrotto il concerto natalizio a Desenzano appartengono allo stesso gruppo che aveva manifestato a Mantova durante l’evento Food&Science, sempre con l’intento di criticare chi ha fatto della sostenibilità ambientale e del benessere animale un punto centrale della propria attività.