HonestFood: a Milano si discute di trasparenza e equità nelle filiere agroalimentari

L’incontro “Nuovi equilibri di valore nelle filiere agroalimentari” analizza il modello HonestFood e la filiera dell’olio extravergine, promuovendo sostenibilità e collaborazione nel settore agroalimentare italiano.

Nella Sala Buzzati del Corriere della Sera a Milano, il 15 marzo 2026, si è tenuto un incontro significativo intitolato “Nuovi equilibri di valore nelle filiere agroalimentari: il modello HonestFood”. Questo evento, organizzato dall’associazione HonestFood, ha avuto come obiettivo principale l’analisi della generazione e distribuzione del valore all’interno delle filiere agroalimentari italiane, presentando al contempo la prima ricerca dell’Osservatorio HonestFood – LIUC Business School, focalizzata sulla filiera dell’olio extravergine di oliva.

Il presidente di Cairo Communication e RCS MediaGroup, Urbano Cairo, ha aperto l’evento con un saluto istituzionale, dando il via a un confronto che ha coinvolto rappresentanti di istituzioni, università, aziende e organizzazioni del settore. Durante la discussione, sono emerse le criticità del comparto agroalimentare, con particolare attenzione alle opportunità di collaborazione per promuovere modelli più equilibrati, sostenibili e trasparenti.

Il ruolo della filiera e l’importanza dei territori

Giacomo Pedranzini, presidente di HonestFood, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere tutti gli attori della filiera. “Se vogliamo davvero cambiare il sistema, dobbiamo responsabilizzare ogni parte della catena produttiva, puntando sulla collaborazione anziché sulla contrapposizione”, ha dichiarato. Pedranzini ha evidenziato che un cambiamento efficace deve iniziare dagli individui, sottolineando come la sopravvivenza delle filiere agricole sia fondamentale per la salvaguardia dei territori. “Se abbandoniamo la produzione locale per cercare costi più bassi altrove, rischiamo di diventare dipendenti da risorse che non controlliamo. Non parliamo solo di produzione alimentare, ma di mantenere vivi i nostri territori, e ciò è possibile solo attraverso l’agricoltura e l’allevamento”.

Nel suo videomessaggio, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha evidenziato la necessità di valorizzare le 500 cultivar di olio presenti in Italia, un patrimonio di qualità e diversità da proteggere da importazioni di standard inferiori. Lollobrigida ha annunciato che 300 milioni di euro del programma Coltivaitalia saranno dedicati esclusivamente alla filiera olivicola, considerata cruciale non solo per la qualità del prodotto, ma anche per la salvaguardia ambientale. Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia, ha rimarcato come l’olivicoltura stia finalmente ricevendo l’attenzione necessaria dopo anni di abbandono, grazie anche agli investimenti del programma ColtivaItalia. Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, ha messo in luce le difficoltà nel coinvolgere i giovani nel settore, nonostante il suo potenziale attrattivo.

Analisi della filiera olivicola e il modello HonestFood

La presentazione della ricerca dell’Osservatorio, effettuata da Chiara Mauri, direttore dell’Osservatorio HonestFood – LIUC Business School, e da Andrea Venegoni, Associate Dean Research della LIUC Business School, ha messo in luce l’evoluzione della filiera olivicola italiana dal 1995. Lo studio ha evidenziato come la produzione nazionale sia quasi dimezzata in trent’anni, con una diminuzione delle superfici coltivate e un aumento dei costi di produzione, che rappresentano la principale criticità per la sostenibilità economica del settore.

La ricerca ha anche segnalato il rischio di una crescente perdita di capacità produttiva e di patrimonio agricolo e culturale, aggravata dal mancato ricambio generazionale. L’Osservatorio ha sviluppato un modello per misurare l’equità economica nelle filiere, rendendo più trasparente la distribuzione del valore tra i vari attori coinvolti. In questo contesto, è stata presentata la prima bottiglia di olio certificata HonestFood, realizzata in collaborazione con Finoliva e CRAI, che applica il modello dell’Osservatorio e sarà disponibile nella distribuzione a partire dal prossimo autunno.

Collaborazione e futuri sviluppi

Le due tavole rotonde hanno trattato il passaggio dall’equità come principio a iniziative concrete e verificabili. Tra i partecipanti figuravano Giangiacomo Ibba, amministratore delegato di CRAI Secom, Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia, e Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE. Dal dibattito sono emerse proposte per migliorare la trasparenza e valorizzare le produzioni di qualità, promuovendo collaborazioni tra produzione, distribuzione e consumatori. Fairtrade Italia sta considerando l’applicazione del proprio modello a filiere dei Paesi sviluppati, con un progetto pilota sulla filiera del latte di montagna.

Durante la sessione dedicata alle prime applicazioni del modello HonestFood, sono intervenuti Roberta De Natale di CRAI Secom e Benedetto Fracchiolla di Finoliva Global Service S.p.A. Società Benefit. Matilde Robustelli della Cuna, rappresentante della Latteria di Chiuro, ha partecipato attivamente al dibattito. Pedranzini ha confermato l’intenzione di estendere le attività dell’Osservatorio ad altre filiere strategiche del Made in Italy agroalimentare, richiamando l’appello di Slow Food Italia e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per l’inserimento dell’educazione alimentare come insegnamento obbligatorio nelle scuole, in memoria di Carlo Petrini.