Hotellerie, la vera sfida è trattenere il personale: l’analisi di Gi Group

Il settore dell’ospitalità in Italia mostra segnali di ripresa, con crescenti assunzioni e sfide nel mantenere l’appeal professionale per attrarre talenti qualificati.

Il settore dell’ospitalità in Italia ha mostrato segnali di ripresa significativi, con tassi di occupazione che raggiungono livelli elevati negli ultimi anni. I dati analizzati evidenziano come il comparto non solo stia contribuendo alla creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche come stia affrontando sfide cruciali per mantenere il proprio appeal nel lungo termine. L’analisi condotta da Gi Group, un’importante agenzia per il lavoro, ha messo in luce l’andamento occupazionale e le tendenze emergenti nel campo delle risorse umane che stanno rimodellando il panorama dell’ospitalità.

I dati occupazionali del settore

Negli ultimi anni, l’occupazione nel settore dei servizi ricettivi ha mostrato un andamento variabile. Nel 2019, il numero di lavoratori dipendenti era di 269.530, ma nel 2020, a causa della pandemia, questo numero è sceso drasticamente a 177.282, con una perdita di oltre 92.000 posti di lavoro rispetto al periodo pre-Covid. A partire dal 2021, si è avviata una lenta ripresa, con 204.110 lavoratori, e i numeri sono continuati a crescere: 268.379 nel 2022, 291.598 nel 2023 e 313.438 nel 2024.

La domanda di personale rimane sostenuta, con le aziende che prevedono 239.000 assunzioni per posizioni legate al turismo, all’enogastronomia e all’ospitalità. Di queste, il 77,7% richiede esperienza pregressa, mentre il 43,4% è destinato a giovani sotto i 30 anni, confermando il ruolo del settore alberghiero come importante punto di accesso al mercato del lavoro per le nuove generazioni.

Laura Tramis, Division Manager Ho.re.ca di Gi Group, sottolinea che “i numeri dimostrano che il settore continua a creare occupazione, ma la vera sfida è rendere l’hotellerie una scelta professionale attraente e sostenibile nel tempo”. Le aziende devono ora competere non solo tra loro, ma anche con altri settori come il retail e la logistica per attrarre talenti. È fondamentale quindi che le organizzazioni offrano opportunità di sviluppo professionale e una chiara prospettiva di crescita.

Le sfide nel campo delle risorse umane

La mancanza di personale qualificato e l’elevato turnover restano le principali problematiche che il settore deve affrontare. Diverse strutture stanno adottando strategie per migliorare la trasparenza nei percorsi di carriera, sviluppare competenze manageriali e implementare sistemi di welfare. Inoltre, offrono maggiore flessibilità operativa e programmi di upskilling per attrarre e trattenere i talenti.

L’organizzazione del lavoro gioca un ruolo cruciale: la gestione dei turni, la pianificazione delle attività e la qualità dell’esperienza lavorativa influenzano sempre di più le scelte dei candidati, in particolare tra le nuove generazioni, che sono sempre più attente all’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata.

Sul fronte dell’innovazione, il settore sta integrando strumenti digitali e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di semplificare le operazioni meno critiche e migliorare l’efficienza, permettendo così di dedicare più tempo alla qualità del servizio e all’esperienza degli ospiti.

Competenze e profili richiesti

Tra le figure professionali più ricercate nel settore dell’ospitalità ci sono quelle legate al F&B e sala — come Maître, Chef, Sommelier, Chef de Partie, Chef de Rang, Commis e Bartender — insieme ai profili di front office e accoglienza. Per molte di queste posizioni, la domanda supera l’offerta, evidenziando un persistente mismatch tra competenze richieste e candidati disponibili sul mercato.

Oltre alle competenze tecniche, cresce la richiesta di conoscenze linguistiche e capacità di utilizzo degli strumenti digitali, accanto a soft skill come autonomia, capacità decisionale, flessibilità, problem solving e gestione delle relazioni con gli ospiti.

Tramis conclude che “il lavoro alberghiero sta evolvendo rapidamente e richiede competenze sempre più articolate, ma offre anche opportunità professionali che spesso vengono sottovalutate”. La vera sfida per il settore sarà quella di comunicare il valore del lavoro nell’ospitalità e investire concretamente sulle persone, creando ambienti di lavoro stimolanti e percorsi di crescita credibili. Le organizzazioni che sapranno farlo saranno quelle in grado di attrarre e mantenere i migliori talenti nei prossimi anni.