L’Osservatorio Caveba 2.0, in collaborazione con Cialdein.com, ha rivelato dati significativi che segnalano un cambiamento nel mercato del caffè. Dopo anni in cui il monoporzionato ha dominato, nel 2025 il caffè in grani sta registrando una ripresa nel segmento domestico. Questo fenomeno è alimentato da una nuova generazione di consumatori desiderosi di replicare l’esperienza del bar direttamente a casa.
Un aumento sorprendente: +21% nel 2025
Secondo l’analisi delle vendite effettuata attraverso il gestionale Caveba 2.0, che supporta l’e-commerce Cialdein.com, nel 2025 le vendite di caffè in grani online hanno mostrato un incremento del 21% su base annua. Questo dato, frutto di un ampio panel di ordini elaborati dalla piattaforma, non è un caso isolato. La crescita è stata costante per tre trimestri consecutivi, accompagnata da un aumento dello scontrino medio. I consumatori che scelgono i grani tendono a spendere di più per chilogrammo rispetto a chi opta per le capsule, mostrando una preferenza per prodotti di alta qualità come le miscele di fascia alta e le monorigini, piuttosto che per le opzioni più economiche.
Il fenomeno “Home Barista”: dall’uso della capsula alla macinatura
Per cogliere l’essenza di questo cambiamento, è fondamentale analizzare l’evoluzione del mercato delle macchine da caffè. Negli ultimi tre anni, il settore delle macchine espresso manuali e semi-professionali per uso domestico ha conosciuto una notevole espansione. Brand come Gaggia, Philips/Saeco e le linee manuali di De’Longhi hanno introdotto in cucina modelli dotati di portafiltro, regolazione della pressione e macinacaffè, strumenti che un tempo erano appannaggio esclusivo dei bar.
Il profilo del consumatore è chiaro: non si accontenta più di inserire una capsula e premere un pulsante. Desidera avere il controllo sulla granulometria della macinatura, sul tempo di pre-infusione e sulla temperatura dell’acqua. In sostanza, mira a replicare l’estrazione del barista nel comfort della propria casa. Per raggiungere questo obiettivo, necessita di caffè di alta qualità: grani freschi, tostati di recente e con una shelf-life controllata.
Il carrello d’acquisto: differenze tra grani e capsule
Un confronto tra i carrelli d’acquisto sulla piattaforma mette in luce differenze significative tra i due segmenti. Gli acquirenti di capsule compatibili tendono a privilegiare il rapporto quantità-prezzo, acquistando formati da scorta e mostrando una fedeltà al sistema (Nespresso, A Modo Mio, Dolce Gusto) piuttosto che al marchio di torrefazione. Gli acquirenti di caffè in grani, invece, si comportano in modo più simile agli operatori professionali: cercano miscele specifiche per nome, confrontano profili aromatici e valutano l’origine e la data di tostatura.
Questo tipo di cliente porta nel proprio ambiente domestico le aspettative e il linguaggio tipici del settore Horeca, ponendo domande specifiche sul tipo di miscela utilizzata nei bar.
Implicazioni per baristi e torrefattori
Per i professionisti del settore Horeca, questi dati rappresentano un’opportunità concreta, ancora in gran parte inesplorata. Il mercato del caffè in grani domestico è in crescita, ma una parte significativa di questa domanda è attualmente soddisfatta dall’e-commerce e dalla grande distribuzione organizzata, piuttosto che dai bar locali.
Tuttavia, i baristi possiedono un vantaggio competitivo che nessun marketplace può replicare: la consulenza diretta. Possono consigliare la miscela più adatta al tipo di macchina, indicare la granulometria corretta e spiegare come conservare i grani per mantenerne la freschezza. Inoltre, possono vendere il sacchetto da un chilo della stessa miscela appena servita, trasformando ogni espresso servito al bancone in un’opportunità di degustazione.
Il ritorno del caffè in grani nel mercato domestico non segna la fine delle capsule, che continuano a dominare per praticità. Tuttavia, indica che una crescente fascia di consumatori cerca un’esperienza unica, non solo una bevanda. E chi meglio del professionista dell’estrazione può guidarli in questo percorso?
Fonte dati: Osservatorio Caveba 2.0 / Cialdein.com — Analisi su transazioni reali canale e-commerce, confronto anno su anno 2024-2025.
