Il delivery e il take away spingono i consumi fuori casa: importante il packaging

Nel 2025, il 49% degli italiani utilizza servizi di delivery, con il 73% tra i giovani; il packaging sostenibile diventa cruciale nelle scelte alimentari.

Un’indagine condotta da Ipsos Doxa per Comieco ha rivelato che nel 2025, quasi la metà degli italiani, precisamente il 49%, si affida ai servizi di delivery. Questa tendenza è particolarmente pronunciata tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con una percentuale che raggiunge il 73%. Inoltre, il take-away ha conquistato il 63% della popolazione italiana. I risultati sono stati presentati a Parma in occasione dell’apertura della Paper Week 2026, fornendo un’istantanea delle nuove abitudini alimentari degli italiani.

Nuove abitudini culinarie

La ricerca ha evidenziato un cambiamento significativo nelle abitudini culinarie, con un’ibridazione della cucina tradizionale. Nonostante il 98% degli italiani continui a preparare pasti in casa, l’uso di cibi pronti, take-away e delivery si è integrato nella quotidianità, affiancando senza sostituire le pratiche tradizionali. Questo nuovo contesto ha portato a una rivalutazione del ruolo del packaging, che ora gioca un ruolo cruciale nelle decisioni d’acquisto.

Importanza del packaging

La sostenibilità degli imballaggi è diventata un fattore determinante per il 77% degli italiani, mentre il 75% considera la praticità del packaging, come la richiudibilità e la porzionatura, come elementi chiave. Anche se qualità e prezzo degli alimenti rimangono prioritari per il 90% della popolazione, la scelta del packaging è ormai un criterio consolidato al momento di acquistare cibo, sia esso da un ristorante o da un supermercato.

Materiali preferiti

Nel contesto dei materiali, carta e cartone si affermano come i più apprezzati nel settore della gastronomia e della grande distribuzione. Questi materiali sono preferiti per la loro riciclabilità (48%), sostenibilità (37%) e leggerezza (29%). Il messaggio più efficace tra i consumatori è “100% riciclabile”, mentre le certificazioni come “carbon neutral” risultano meno persuasive.

Rapporto tra produttori e consumatori

Un aspetto interessante emerso dall’indagine è il cambiamento nel rapporto tra produttori e consumatori. Il 96% degli italiani legge le istruzioni di conferimento presenti sulle etichette, che si sono affermate come la principale fonte di informazione sulla raccolta differenziata, superando persino ricerche online e siti ufficiali dei comuni.

Discrepanza tra intenzioni e comportamenti

Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, esiste un divario tra ciò che gli italiani dichiarano di fare e la loro reale condotta. Il 74% degli intervistati si attribuisce un punteggio elevato (8-10) per il proprio impegno nella differenziazione dei rifiuti, mentre solo il 20% ritiene che gli italiani, in generale, si comportino in modo adeguato. L’88% degli intervistati ammette di ricorrere all’indifferenziato quando ha dubbi sul materiale, una situazione che coinvolge il 94% dei giovani tra i 18 e i 30 anni. Le incertezze maggiori riguardano gli imballaggi in carta e cartone sporchi di cibo (24%) e quelli composti da più materiali (22%).