Il gelato confezionato italiano si orienta verso la sostenibilità: il 91% del packaging è riciclabile

Il settore del gelato confezionato in Italia si trasforma con investimenti in sostenibilità, innovazione e attenzione alle materie prime, coinvolgendo i consumatori nella transizione verso pratiche più ecologiche.

Il settore del gelato confezionato in Italia si trova attualmente in una fase di trasformazione significativa, caratterizzata da investimenti in ricerca e innovazione. A fornire un quadro dettagliato della situazione è lo Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia, commissionato dall’Istituto del Gelato Italiano (IGI) e realizzato da Ergo S.r.l, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Questo studio ha coinvolto le aziende associate all’IGI, che rappresentano il 90% della produzione nazionale annua di gelato confezionato, utilizzando un approccio di Life Cycle Thinking che analizza l’intero ciclo di vita del prodotto, dalle materie prime al packaging, fino al consumo e al fine vita.

Certificazioni per materie prime e predominanza del monomateriale

Nell’ambito dell’approvvigionamento, si evidenzia che quasi il 70% del latte utilizzato proviene da produttori italiani. Tuttavia, raggiungere il 100% si rivela complesso a causa di vincoli strutturali legati alla scala produttiva e alla regolarità delle forniture. Per quanto riguarda il cacao, il 98,5% proviene da coltivazioni certificate e sostenibili, come Rainforest Alliance e Fairtrade. Quando l’olio di palma è necessario, viene utilizzato solo quello certificato al 100% secondo lo standard RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), che stabilisce criteri per la protezione delle foreste. Per il caffè, le materie prime certificate rappresentano il 51% del volume totale.

Un dato rilevante riguarda il packaging: il 91% degli imballaggi è riciclabile secondo i criteri di raccolta italiani. Le confezioni sono progettate per integrarsi nei flussi di riciclo esistenti, con una predominanza di imballaggi monomateriale, che sono più facili da gestire a fine vita. Il 72% degli imballaggi è realizzato esclusivamente in carta, di cui oltre il 53% è riciclata. Negli ultimi anni, è stato fatto un notevole lavoro per sostituire gli involucri in plastica con soluzioni in carta, anche per prodotti delicati come i gelati, che richiedono una conservazione a lungo termine.

Rinnovabili ed efficienza energetica in produzione

Nel processo produttivo, il settore ha intensificato il monitoraggio dei consumi e delle emissioni di gas serra, per identificare le aree in cui concentrare gli sforzi per l’efficienza energetica. Attualmente, quasi la metà dell’elettricità acquistata proviene da fonti rinnovabili, certificate con Garanzie di Origine (GO), o è autoprodotta tramite impianti fotovoltaici. Quando l’elettricità non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno, entrano in funzione gli impianti di cogenerazione, che, sebbene funzionino a gas naturale, producono elettricità ed energia termica in modo altamente efficiente, recuperando energia che altrimenti andrebbe dispersa.

Progetti futuri: controllo fornitori e alternative vegetali

Le prospettive per il settore includono l’aumento progressivo di ingredienti provenienti da filiere certificate e l’implementazione di Codici di condotta per i fornitori, che prevedono questionari dettagliati e documentazione per garantire una gestione ambientale adeguata. In termini di innovazione, si stanno sperimentando ricette che prevedono la sostituzione parziale o totale del latte vaccino con bevande vegetali come mandorla, soia e avena. Queste scelte potrebbero ridurre l’impronta climatica della produzione fino al 20%.

C’è un crescente interesse verso ingredienti locali e sapori regionali, che non solo riducono l’impatto ambientale, ma rafforzano anche le relazioni con le filiere agricole italiane. Tuttavia, tali cambiamenti comportano sfide tecniche e operative significative, richiedendo innovazione per mantenere la qualità sensoriale del prodotto. Le aziende devono valutare il tempo necessario per rivedere processi consolidati, gli investimenti richiesti in ricerca e sviluppo e le modifiche necessarie agli impianti per gestire nuove ricette.

Settore in movimento con i consumatori al centro

I risultati dell’analisi evidenziano un comparto in evoluzione, con numerose iniziative già avviate in vari ambiti. Si delinea una filiera dinamica, consapevole delle sfide ambientali e impegnata a tradurre gli obiettivi in azioni concrete e misurabili. I consumatori sono destinati a svolgere un ruolo cruciale nella transizione, con le aziende che intendono coinvolgerli maggiormente attraverso etichette informative e strumenti digitali come i QR code. Questi strumenti possono facilitare scelte d’acquisto più consapevoli e comportamenti corretti nello smaltimento delle confezioni.

Michelangelo Giampietro, presidente dell’IGI, sottolinea che la qualità del gelato non si misura più solo in termini di gusto, ma anche attraverso dati, trasparenza e capacità di innovare i processi produttivi. Lo studio rappresenta un importante strumento di orientamento, non un traguardo, e riflette l’impegno del settore per un futuro più sostenibile. Con oltre 3 miliardi di gelati venduti in Italia, l’obiettivo è garantire che ogni porzione sia un momento di piacere, ma anche un gesto di rispetto nei confronti del pianeta.