Il settore della ristorazione in Italia ha mostrato un notevole dinamismo, con il foodservice italiano che ha raggiunto un valore di 84 miliardi di euro nel 2025, posizionandosi al sesto posto a livello mondiale. Questo dato è emerso dalla settima edizione del Deloitte Foodservice Market Monitor 2026, un report che esamina le tendenze e il valore del mercato globale della ristorazione e dei consumi alimentari al di fuori delle mura domestiche. Non sorprende che la cucina italiana nel mondo abbia raggiunto un valore di 253 miliardi di euro, consolidandosi come la più attraente per gli investitori.
Crescita diverse tra catene e operatori indipendenti
Un aspetto cruciale evidenziato nel report riguarda la diversa velocità di crescita tra le catene di ristorazione e gli operatori indipendenti. Tra il 2019 e il 2025, le catene hanno registrato un incremento del 7,2%, mentre gli operatori indipendenti si sono fermati a un modesto 0,6%. Questo divario segna una differenza significativa rispetto ad altre aree geografiche analizzate.
Le catene di quick service restaurant sono state le principali propulsori di questa espansione, con una crescita del 10,5%, quasi il doppio rispetto alla media globale del 6,1%. Attualmente, queste catene rappresentano il 6,2% del mercato italiano, evidenziando un trend in crescita che non può essere ignorato.
Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation Leader di Deloitte, ha commentato che il report di quest’anno riflette un settore in fase di stabilizzazione dopo la ripresa post-pandemica. Ha inoltre sottolineato che le dinamiche di crescita si concentrano sempre più nei formati scalabili e nelle catene organizzate. La crescita dei quick service restaurant in Italia è quasi doppia rispetto alla media mondiale, evidenziando opportunità significative per gli operatori con modelli di business scalabili.
Chainization: un fenomeno in crescita
Nastasi ha descritto la crescente chainization nel settore, un fenomeno che indica come i format organizzati e scalabili stiano progressivamente sostituendo la ristorazione indipendente. Questo processo contribuisce a consolidare un settore che storicamente è stato frammentato e dominato da operatori indipendenti. In Italia, la velocità di questo cambiamento è superiore rispetto ad altre regioni del mondo.
Nonostante la crescita, la presenza delle catene nel mercato italiano è ancora lontana dagli standard internazionali. Attualmente, la penetrazione delle catene si attesta all’11%, mentre la media mondiale è del 35%, indicando un ampio margine di sviluppo per il settore.
Prevalenza dei full service restaurant
Il mercato italiano è ancora caratterizzato dalla predominanza dei full service restaurant, che rappresentano il 50% del valore complessivo. Tuttavia, le prospettive per il periodo 2025-2030 indicano che i quick service restaurant saranno il principale motore di espansione, con una crescita prevista dell’1,2%. Nel complesso, il mercato dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile, con una previsione di diminuzione dello 0,3%.
Parallelamente, l’interesse degli investitori per il foodservice italiano sta crescendo. Tra il 2022 e il 2025, sono state registrate 34 operazioni di fusione e acquisizione, un incremento rispetto alle 20 operazioni del periodo 2016-2019, con una media annuale di 3,5 operazioni.
La cucina italiana sul mercato internazionale
La cucina italiana rappresenta il 39% di tutte le operazioni concluse nel Paese, confermandosi come la categoria più attraente. Le pizzerie costituiscono il 21% delle operazioni, mentre il fast food e il healthy food incidono per il 18% ciascuno, evidenziando l’interesse crescente verso formati scalabili.
A livello internazionale, nel 2025, la cucina italiana ha raggiunto un valore di 253 miliardi di euro, rappresentando il 19% del mercato globale dei full service restaurant, risultando così la categoria più ricercata.
Il mercato globale del foodservice ha raggiunto nel 2025 un valore di 2.981 miliardi di euro, con una crescita del 2,2%, segnalando un ritorno ai livelli precedenti alla pandemia, quando tra il 2016 e il 2019 il tasso di crescita era stato del 2,1%.
Le dinamiche del mercato globale
L’Europa ha registrato la performance più elevata, con un aumento del 6%, mentre il Nord America ha guadagnato 4 punti percentuali di quota rispetto al 2019. L’area Asia-Pacifico, che ha perso 5 punti percentuali, dovrebbe tornare a guidare l’espansione nel periodo 2025-2030.
Anche a livello globale, i quick service restaurant si confermano come il formato più dinamico, con una crescita del 4,6% tra il 2019 e il 2025, raggiungendo una quota di mercato del 33%.
La trasformazione più evidente riguarda i canali di consumo. Dal 2019, il delivery ha guadagnato 15 punti percentuali, mentre i ricavi generati da consegne, asporto e altri canali off-premise rappresentano ormai il 45% del valore complessivo del foodservice globale.
