Il Ruchè di Ferraris a Castagnole Monferrato preserva la storica Vigna del Parroco

Il Ruché di Castagnole Monferrato, vitigno autoctono salvato da don Giacomo Cauda, oggi è valorizzato da Luca Ferraris con la Vigna del Parroco e un crescente successo internazionale.

Il Ruché di Castagnole Monferrato rappresenta un tesoro vitivinicolo del Piemonte, in particolare dell’Astigiano, che ha rischiato di scomparire. Questo vitigno autoctono è stato salvato negli anni Sessanta grazie all’impegno di don Giacomo Cauda, parroco del paese. Le sue produzioni limitate lo hanno reso noto a un numero ristretto di appassionati. Oggi, la Vigna del Parroco detiene le viti più antiche di questo vitigno, riconosciuto come l’unico Cru dal Ministero dell’Agricoltura. Il Ruché ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata (Doc) nel 1987 e successivamente, nel 2010, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg) che comprende sette comuni, facente parte delle denominazioni gestite dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

Luca Ferraris e la Vigna del Parroco

Luca Ferraris, viticoltore e perito agrario di Torino, è attualmente il proprietario della Vigna del Parroco, che fa parte delle sue cinque etichette, non tutte dedicate al Ruché. La sua avventura nel mondo del vino è iniziata nel 2001, quando, poco più che ventenne, ha lasciato il capoluogo per tornare nella terra dei suoi genitori e bisnonni a Castagnole Monferrato. Qui ha dato vita anche a un Museo dedicato al Ruché. Inizialmente, la sua produzione si limitava a 10.000 bottiglie, ma oggi la Ferraris Agricola conta dodici dipendenti a tempo indeterminato e raggiunge una vendita annuale di 300.000 bottiglie, generando un fatturato di circa 1,6 milioni di euro, distribuito in 35 paesi.

La storia del Ruché

La storia del Ruché di Castagnole Monferrato non è solo una questione di vino, ma è un racconto di passione, tradizione e impegno per la salvaguardia di un patrimonio culturale e gastronomico unico. La determinazione di Ferraris ha contribuito a riportare alla luce questo vitigno, permettendo a un pubblico più vasto di apprezzarne le qualità e il legame con il territorio.