L’ortofrutta italiana si presenta come un colosso dalle fondamenta fragili, in occasione della fiera Fruit Logistica che si svolge a Berlino, in Germania, dal 5 al 7 febbraio 2025. Questo evento rappresenta un’importante vetrina per le colture ortofrutticole made in Italy, che si confermano come il primo mercato di sbocco per il settore.
Il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha evidenziato l’importanza del comparto, che vanta un valore di 18,9 miliardi di euro, coinvolge 150mila aziende e si estende su oltre un milione di ettari coltivati. Questo settore rappresenta il primo comparto nazionale, incidendo per il 28% sulla produzione agricola totale. Fini ha sottolineato che è fondamentale proteggere questo patrimonio, sia a livello nazionale che europeo.
Italia leader nell’export di mele
Secondo un monitoraggio condotto da Ismea, l’Italia si è affermata come il primo esportatore mondiale di mele, superando sia gli Stati Uniti che la Cina in termini di valore delle spedizioni. Nel 2025, il nostro Paese ha raggiunto una quota di circa 16% del commercio mondiale di questo frutto. Inoltre, Confagricoltura ha confermato che l’Italia si distingue anche nella produzione di kiwi, uva da tavola e nocciole, nonostante un significativo calo produttivo nel 2025. Il Paese occupa anche il secondo posto in Europa per la produzione di arance e pesche nettarine.
Recenti studi del Crea hanno rivelato che le aziende nazionali nel settore frutticolo e viticolo sono le più redditizie in termini di utilizzo del fattore terra. Tuttavia, il comparto si trova a fronteggiare sfide significative, come evidenziato dalla tavola rotonda che si è tenuta presso l’Ambasciata d’Italia, alla quale ha partecipato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Durante l’incontro, si sono discusse le incertezze dei mercati e le nuove sfide normative.
Squilibri di valore nella filiera
Coldiretti e Filiera Italia hanno messo in evidenza gli squilibri di valore lungo la filiera, citando il caso emblematico della IV gamma. Questo mercato, che ha superato il miliardo di euro nel 2024, si trova ad affrontare una crisi strutturale, caratterizzata da un calo di volumi e marginalità, dovuta alla frammentazione e alla contrattazione spot con la grande distribuzione organizzata.
Le difficoltà del settore sono amplificate da crisi climatiche, tensioni geopolitiche e squilibri commerciali. Nonostante l’accordo tra Unione Europea e Stati Uniti abbia evitato un aumento delle tariffe, i dazi al 15% introdotti ad agosto 2025 continuano a rappresentare un ostacolo significativo per l’export italiano. Contestualmente, la crescente competitività dei Paesi nordafricani, come Marocco ed Egitto, che hanno raggiunto un export ortofrutticolo di 4,5 miliardi di dollari, spinge l’Italia a puntare su innovazione, qualità certificata e organizzazione per mantenere la sua leadership nel Mediterraneo.
Richieste e sostegno al settore
Fini ha lanciato un appello affermando che le imprese italiane non possono affrontare da sole le sfide di un mercato globale sempre più diseguale, privo di regole comuni e di tutele adeguate per il reddito. Confcooperative ha espresso la speranza che la salvaguardia e il rafforzamento del modello delle Organizzazioni dei Produttori resti una priorità per Bruxelles.
Il settore ortofrutticolo beneficia di strumenti pubblici per l’innovazione e la competitività. Il Ministero dell’Agricoltura ha attivato contratti di filiera, finanziati principalmente con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), mobilitando oltre 563 milioni di euro per l’ortofrutta, a fronte di investimenti totali di 893 milioni di euro, oltre al supporto della Politica Agricola Comune (Pac).
