Imballaggi alimentari: Interzero investe a Dessau per riciclati a contatto con gli alimenti

L’industria degli imballaggi in Europa affronta sfide significative nel 2025, con l’introduzione di quote obbligatorie per materiali riciclati secondo il Regolamento europeo sugli imballaggi.

CRONACA PER L’IMPRESA – La disponibilità di materie prime riciclate conformi al contatto con alimenti e cosmetici si configura come una delle sfide più significative per l’industria degli imballaggi in Europa nel 2025. A spingere il settore verso una maggiore integrazione di materiali riciclati è il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che introduce quote minime obbligatorie per l’impiego di riciclati negli imballaggi.

In questo contesto, Interzero ha annunciato un nuovo investimento, sviluppando un processo innovativo per ottenere, attraverso il riciclo meccanico, materiali food-grade e near-food-grade partendo dai materiali recuperati tramite il sistema tedesco di raccolta degli imballaggi leggeri, noto come “Gelber Sack”. Per supportare la produzione di questi materiali, il gruppo europeo specializzato nell’economia circolare ha inaugurato un nuovo stabilimento a Dessau, in Germania.

Quote obbligatorie del regolamento europeo

Il PPWR stabilisce delle quote minime vincolanti per l’utilizzo di materiali riciclati negli imballaggi. A partire dal 2030, gli imballaggi in plastica destinati a prodotti alimentari o cosmetici non realizzati in PET dovranno contenere almeno il 10% di riciclato post-consumo (PCR), ovvero materie prime riciclate provenienti da imballaggi usati. Questa quota aumenterà al 25% dal 2040.

Una delle problematiche principali è che i volumi necessari non sono ancora disponibili sul mercato, mentre i requisiti per produrre riciclati destinati ad applicazioni sensibili al contatto sono particolarmente rigorosi. Per ottemperare a tali normative, saranno necessari investimenti sostanziali nelle attività di selezione e trattamento dei materiali.

In aggiunta, il settore del riciclo affronta attualmente sfide significative, tra cui costi energetici elevati, fluttuazioni nei prezzi e una domanda di riciclati che rimane limitata. “Nonostante l’attuale contesto di mercato complesso, Interzero continua a investire nel riciclo meccanico per rispondere alle esigenze di domani, con il nostro nuovo sito dedicato alla produzione di riciclati idonei ad applicazioni sensibili al contatto. Con questo passo dimostriamo quanto possa essere efficace l’economia circolare e confermiamo con chiarezza il nostro impegno per la sovranità europea delle materie prime”, ha dichiarato Jan Kroker, CEO di Interzero.

Dal “Gelber Sack” al polipropilene riciclato di alta qualità

L’obiettivo principale del progetto è convertire i rifiuti da imballaggi leggeri di origine domestica in PP riciclato meccanicamente (mrPP) di alta qualità. Per oltre cinque anni, il team di ingegneria guidato da Thomas Herkert ha lavorato allo sviluppo del processo ottimale per la selezione e il riciclo del materiale riciclabile in polipropilene (PP) derivante dal sistema tedesco di raccolta degli imballaggi leggeri, “Gelber Sack”.

Il materiale in ingresso al nuovo stabilimento di Dessau proviene dagli impianti di selezione degli imballaggi leggeri di Interzero. Qui, le balle di materiale riciclabile vengono triturate e lavate, successivamente riselezionate e sottoposte a ulteriori trattamenti. I flakes ottenuti vengono trasformati in riciclati, mentre la fase di decontaminazione avviene in loco con un partner specializzato.

Il risultato finale è un riciclato idoneo anche per applicazioni con requisiti particolarmente elevati. “Nel nostro lavoro di sviluppo prodotto ci siamo concentrati sulla creazione di una materia prima riciclata adatta a utilizzi hot-fill, prodotti per microonde o alimenti con un elevato contenuto di grassi o acidi”, ha spiegato Thomas Herkert, Responsabile della Selezione e del Trattamento di Interzero.

Impianto pilota da 5.000 tonnellate di mrPP all’anno

Tutti i test relativi al processo di selezione e riciclo sviluppato per l’impianto pilota sono stati completati con esito positivo. Anche le prime prove dedicate all’utilizzo del materiale nella produzione di imballaggi alimentari hanno dato risultati incoraggianti.

L’impianto pilota, progettato inizialmente per una capacità produttiva di 5.000 tonnellate annue di granulato mrPP, è attualmente in fase di costruzione. Parallelamente, è stata avviata la procedura di autorizzazione presso l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per consentire l’utilizzo dei regranulati nelle applicazioni food-grade, near-food-grade e nel settore cosmetico.

Un progetto scalabile per valorizzare il polipropilene post-consumo

Oltre alla capacità produttiva iniziale, uno degli aspetti più significativi del progetto è la sua scalabilità. Grazie al processo sviluppato da Interzero, è ora disponibile una soluzione per una quota proporzionalmente più ampia di materiali plastici rigidi presenti nei flussi di raccolta domestica.

Secondo uno studio sugli imballaggi realizzato nel 2024 dall’Università di Pforzheim, circa l’11% degli imballaggi in plastica raccolti in Germania attraverso i sistemi “Gelber Sack” e “Gelbe Tonne” è costituito da polipropilene (PP).

Economia circolare e quadro normativo europeo

Secondo Jan Kroker, il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PPWR richiederà un’evoluzione del quadro normativo europeo. “Il PPWR aumenta la pressione per adeguare la regolamentazione. Una solida economia circolare europea ha ora bisogno di margini di manovra. In definitiva, ciò che conta è la sicurezza e la funzionalità del prodotto, indipendentemente dal materiale in ingresso”, ha sottolineato il CEO di Interzero.

Kroker ha inoltre evidenziato la necessità di integrare diverse tecnologie di recupero per mantenere nel ciclo il maggior numero possibile di materiali riciclabili. “Per raggiungere gli obiettivi del PPWR saranno necessarie tecnologie solide e complementari. Per il riciclo del PP, questo significa utilizzare il riciclo meccanico e quello chimico in modo integrato, così da mantenere nel ciclo il maggior numero possibile di materiali riciclabili. Il compito, ora, è creare le condizioni quadro adeguate affinché questo know-how tecnologico possa essere messo a frutto”, ha aggiunto.

Interzero: numeri e attività del gruppo

Interzero si posiziona tra i principali fornitori di servizi per la chiusura dei cicli di prodotto, materiali e logistica, ed è riconosciuta come una delle aziende leader nell’innovazione per il riciclo delle materie plastiche, grazie alla più ampia capacità di selezione presente in Europa.

Seguendo il principio guida “zero waste solutions”, l’azienda supporta oltre 80.000 clienti in tutta Europa nella gestione responsabile dei materiali riciclabili, contribuendo al miglioramento delle performance di sostenibilità e alla salvaguardia delle risorse primarie.

Il gruppo impiega circa 2.000 dipendenti e genera un fatturato vicino a un miliardo di euro.

Secondo Fraunhofer UMSICHT, le attività di riciclo di Interzero hanno consentito nel solo 2024 di risparmiare 1,04 milioni di tonnellate di gas serra rispetto alla produzione primaria e 8,09 milioni di tonnellate di materie prime primarie, confermando il contributo crescente dell’economia circolare alla riduzione dell’impatto ambientale e del consumo di risorse.