Nel 2025, il ministero dell’Agricoltura della Grecia ha reso noto che circa 473mila animali sono stati abbattuti negli allevamenti di tutto il Paese per arginare l’epidemia di vaiolo ovino e caprino. Secondo quanto riportato dal quotidiano Kathimerini, i primi casi di questa malattia virale, altamente contagiosa per gli animali ma non per l’uomo, sono emersi in Grecia a partire dal 2024. Fino ad oggi, sono stati confermati oltre duemila casi in 2.559 allevamenti.
Impatto sull’industria zootecnica
La diffusione del vaiolo ha avuto un impatto devastante sugli allevatori greci. La normativa vigente prevede l’abbattimento dell’intero gregge nel momento in cui viene registrato un singolo caso di infezione. Questa situazione ha portato molti allevatori a esprimere il loro favore verso la vaccinazione degli animali, una misura che potrebbe aiutare a proteggere il loro patrimonio zootecnico. Tuttavia, la minaccia del vaiolo non si limita agli animali, poiché colpisce anche la produzione di formaggio feta, un prodotto di punta delle esportazioni greche, il cui valore si aggira attorno a un miliardo di euro all’anno.
Le misure del governo ellenico
Il governo greco ha ribadito che l’unica strategia efficace per contenere l’epidemia è l’applicazione rigorosa dei protocolli già esistenti, che si basano sull’isolamento e sull’abbattimento degli animali infetti. Durante una sessione parlamentare, il viceministro dell’Agricoltura, Christos Kellas, ha dichiarato che attualmente non esiste un vaccino approvato dall’Unione Europea per contrastare questa malattia. Ha inoltre sottolineato che l’uso di vaccini autorizzati in altri Paesi potrebbe compromettere lo status della Grecia come esportatore di prodotti zootecnici.
L’emergenza sanitaria in corso ha messo in evidenza la vulnerabilità del settore agricolo greco, costringendo gli allevatori a rivedere le loro pratiche e a cercare soluzioni per garantire la salute degli animali e la sicurezza delle loro attività. La situazione rimane critica e richiede un monitoraggio costante per evitare ulteriori danni all’industria.
