In Italia si registrano oltre 1,5 milioni di alveari attivi nel 2026

L’Italia, con 1,5 milioni di alveari e 44 mila tonnellate di miele, affronta sfide economiche e di sostenibilità nel settore apistico, richiedendo strategie innovative per il futuro.

Con oltre 1,5 milioni di alveari, l’Italia si conferma come uno dei principali Paesi europei per quanto riguarda il patrimonio apistico. La produzione di miele nel Paese è stimata attorno alle 44 mila tonnellate. Questi dati emergono dal rapporto intitolato Honey Cost – Analisi di contesto e risultati economici dell’apicoltura italiana per il biennio 2023-2024, redatto dal Crea, il Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, con il supporto del Centro Agricoltura e Ambiente per approfondire aspetti legati al clima, ai patogeni e alla salute delle api.

Il ruolo dell’apicoltura in italia

Il report, considerato la prima indagine statistica in Europa sui costi aziendali delle aziende apistiche, evidenzia un settore caratterizzato da una massiccia presenza di piccoli operatori, affiancati da un’apicoltura professionale più strutturata. Questa ultima si distingue per pratiche come il nomadismo, la qualità del prodotto e un’attenzione crescente verso la sostenibilità. Gli analisti che hanno partecipato allo studio mettono in luce come le 769 aziende analizzate raccontino un panorama in evoluzione, dove competenze, ricambio generazionale, pratiche biologiche e capacità di innovazione risultano sempre più cruciali per affrontare le sfide di un contesto complesso.

Sostenibilità e redditività nel settore apistico

Dallo studio emerge anche che, sebbene il valore strategico dell’apicoltura sia indiscutibile, la sostenibilità economica del settore rimane fragile. La produzione di miele, infatti, non è sufficiente da sola a garantire la stabilità delle aziende apistiche. La resa media si attesta intorno ai 19 kg per alveare nel biennio, con una produttività di circa 186 euro per alveare e una redditività che rimane al di sotto dei 65 euro per alveare. Questi dati pongono in evidenza la necessità di strategie più efficaci per migliorare la situazione economica del settore.

Le sfide future per l’apicoltura italiana

La produzione nazionale di miele, stimata in circa 44 mila tonnellate, ha mostrato un recupero rispetto al biennio precedente, ma resta vulnerabile a numerose incertezze. Gli esperti avvertono che i costi di produzione, con un costo economico totale di quasi 9,7 euro/kg (incluso il costo del lavoro), confermano che la competitività del miele italiano dipende sempre più dalla capacità di trasformare qualità, origine e servizi ecosistemici in un valore riconosciuto dal mercato. Questo scenario richiede un approccio strategico che integri innovazione e sostenibilità per garantire un futuro prospero all’apicoltura in Italia.