La Toscana si trova attualmente a fronteggiare una grave emergenza legata alla peste suina africana, con un numero di casi di infezione nei cinghiali che ha raggiunto il record di 638 dal primo gennaio 2026. Questo dato è stato reso noto durante un incontro virtuale tenutosi ieri, 4 gennaio 2026, tra i sindaci della regione, organizzato dall’ANCI e dalla Regione Toscana per pianificare le misure di intervento. La strategia delineata include la formazione di Gruppi Operativi Territoriali (GOT) a livello provinciale, l’installazione di cartelli informativi dotati di QR code e l’ispezione delle aree pubbliche per arginare la propagazione del virus.
Il ruolo dei comuni nella gestione dell’emergenza
Durante l’incontro, Susanna Cenni, presidente di ANCI Toscana, ha sottolineato l’importanza cruciale del coinvolgimento dei comuni in questa emergenza. Ha lanciato un appello per una maggiore coesione: “È essenziale evitare che ogni comune agisca in modo disordinato”, ha dichiarato. Cenni ha suggerito che le province assumano un ruolo di leadership istituzionale nella gestione della crisi, in particolare per quanto riguarda attività fondamentali come la raccolta delle carcasse di animali infetti. La necessità di un’azione coordinata è evidente, poiché il virus rappresenta una minaccia non solo per la fauna selvatica, ma anche per l’economia locale legata all’allevamento.
La diffusione dell’epidemia e le misure preventive
L’epidemia di peste suina africana ha avuto origine nella provincia di Massa Carrara, estendendosi rapidamente a Lucca e Pistoia. Recentemente, due allevamenti sono stati colpiti nei comuni di Comano e San Marcello Piteglio. Sebbene il virus non rappresenti un pericolo per la salute umana, il commissario straordinario Giorgio Briganti ha avvertito che l’uomo può fungere da vettore passivo, trasportando il virus attraverso scarpe o ruote di biciclette contaminate dal fango raccolto nei boschi. Per prevenire la diffusione della malattia, Briganti ha raccomandato di pulire accuratamente le calzature e disinfettarle con una soluzione di varichina.
Le autorità locali stanno quindi intensificando gli sforzi per sensibilizzare la popolazione e limitare i rischi di contagio, collaborando con i cittadini per garantire che vengano seguite le linee guida sanitarie. La situazione rimane sotto attenta osservazione, con la speranza che le misure adottate possano contenere l’epidemia e proteggere gli allevamenti suini della regione.
