Indagine sul congedo di paternità: un’opportunità per il cambiamento culturale

Il congedo di paternità in Italia promuove un cambiamento culturale, migliorando l’equità nella divisione delle responsabilità familiari e rafforzando il legame tra padri e figli.

Il congedo di paternità si sta rivelando un’opportunità significativa per promuovere un cambiamento culturale all’interno delle famiglie italiane. Questo è quanto emerge dalla recente indagine qualitativa condotta da Nespresso Italiana su un campione di 30 padri che hanno beneficiato della Baby Leave, il congedo di tre mesi retribuito al 100% introdotto dal Gruppo Nestlé, di cui Nespresso fa parte. Introdotto nel 2022, il Baby Leave può essere richiesto entro i primi sei mesi dalla nascita o dall’adozione di un figlio o di una figlia.

Impatto sul bilanciamento familiare

I risultati della survey rivelano un impatto significativo e duraturo del congedo sull’organizzazione della vita familiare. Oltre il 90% dei padri intervistati ha dichiarato che la possibilità di essere presenti nei primi mesi di vita del proprio bambino ha generato effetti positivi nel lungo periodo. Il 77% degli intervistati ha descritto la gestione dei carichi familiari come molto o abbastanza condivisa, segno di un cambiamento che si consolida ben oltre la fase iniziale della genitorialità. Questo dato evidenzia come il congedo di paternità possa contribuire a una maggiore equità nella divisione delle responsabilità domestiche.

Parallelamente, la quasi totalità dei partecipanti ha sottolineato l’importanza di lavorare in un’azienda che presta attenzione alle tematiche legate alla genitorialità. Il 100% degli intervistati ha affermato che un maggiore supporto alle famiglie renderebbe più agevole la decisione di avere figli. Tra i benefici più frequentemente citati figurano un rafforzamento del legame con i figli, una maggiore partecipazione alla vita domestica e una redistribuzione più consapevole delle responsabilità familiari.

Testimonianze di padri coinvolti

Luca, uno dei papà partecipanti al progetto, ha condiviso la sua esperienza dicendo: “La Baby Leave mi ha aiutato ad acquisire una grande consapevolezza. Si apre un mondo e immediatamente ti rendi conto di quante attività ci siano da fare a casa e quanto sia importante dividersi i carichi di cura.” Matteo, un altro padre, ha aggiunto: “Ho quattro figli e solo con l’ultima ho potuto usufruire di un congedo di tre mesi. Questa esperienza mi ha cambiato: sono passato dall’essere un elemento del carico familiare a un partner in grado di contribuire alla gestione del carico.”

Un passo verso l’uguaglianza di genere

La misura del congedo di paternità è stata concepita anche per affrontare uno dei nodi strutturali delle disuguaglianze di genere, ovvero la distribuzione del lavoro domestico e di cura, che in Italia continua a ricadere in gran parte sulle donne. Simona Liguoro, direttrice HR di Nespresso Italiana, ha dichiarato: “Da quando abbiamo introdotto la Baby Leave, ho intervistato personalmente ogni papà al rientro. Ogni volta vedo la stessa cosa: una luce negli occhi che non c’era prima.” Liguoro ha aggiunto che i dati della survey confermano ciò che l’azienda sospettava da tempo: i papà erano già pronti e l’azienda ha creato lo spazio per reinventare nuovi modelli di paternità, dimostrando attraverso i risultati che questo approccio funziona.