I consumi interni nel settore del pomodoro si mantengono stabili, mentre le vendite all’estero mostrano un calo significativo nel primo semestre del 2025. I dati, presentati durante l’Assemblea di ANICAV (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) a Napoli, evidenziano un decremento del 3,6% in volume e del 10,7% in valore, un trend influenzato dalle recenti questioni legate ai dazi statunitensi. Durante la tredicesima edizione de “Il Filo Rosso del Pomodoro”, è emerso che la campagna di trasformazione del pomodoro in Italia ha chiuso con una produzione di circa 5,8 milioni di tonnellate. Questo dato segna un lieve aumento rispetto al 2024, ma rimane inferiore di circa il 10% rispetto alle previsioni iniziali.
Criticità della campagna di trasformazione
ANICAV ha sottolineato che la campagna di quest’anno è stata particolarmente lunga e complessa, caratterizzata da diverse criticità che hanno impattato sull’efficienza e sulla redditività del settore. Tra le problematiche riscontrate vi è la gestione della governance della filiera, che ha mostrato lacune significative. Inoltre, l’ingresso di nuovi paesi concorrenti sui mercati internazionali rappresenta una minaccia, poiché, sebbene non influisca direttamente sul mercato domestico, potrebbe sottrarre quote di mercato all’export italiano. Attualmente, l’Italia si posiziona come il secondo produttore mondiale di pomodoro, dopo gli Stati Uniti, e prima della Cina, la quale ha visto una drastica riduzione della produzione negli ultimi anni a causa delle difficoltà nel mantenimento delle quote di mercato estero. L’Italia detiene il 14,4% della produzione mondiale di pomodoro e il 53,8% del trasformato europeo.
Andamento dei consumi interni
Nel primo semestre del 2025, i dati sui consumi interni mostrano una lieve contrazione delle quote di mercato, con un calo dello 0,4% in volume e dello 0,5% in valore. La diminuzione più significativa si è registrata per la polpa e il pelato intero, mentre la passata di pomodoro continua a mantenere la sua posizione di prodotto più venduto, rappresentando il 63,4% del mercato dei derivati. Seguono la polpa con il 20,4%, i pomodori pelati con il 10,9%, i pomodorini con il 3,8% e il concentrato con l’1,7%. Il canale del fuori casa si dimostra stabile, costituendo la maggior parte del volume totale di derivati del pomodoro consumati in Italia, pari a circa 2,1 milioni di tonnellate. Marco Serafini, presidente di ANICAV, ha affermato che “il primato di assoluta qualità Made in Italy resta saldo”, ma ha anche avvertito della necessità di prestare attenzione all’ingresso di nuovi paesi produttori che puntano sulla leva del prezzo, rischiando di sottrarre quote di mercato significative.
