Industrie Risiere Ue: richiesta di una clausola automatica di salvaguardia

La riforma del Regolamento sul sistema di preferenze generalizzate mira a proteggere la risicoltura europea e garantire l’autosufficienza della produzione di riso in Italia.

“Siamo qui per affrontare un argomento cruciale: la riforma del Regolamento sul sistema di preferenze generalizzate (SPG) e l’introduzione di una clausola automatica di salvaguardia per le importazioni di riso dai Paesi che beneficiano del regime commerciale Everything But Arms (EBA). Questa clausola deve realmente garantire la protezione della risicoltura e dell’industria europea. È essenziale, considerando che l’autosufficienza della produzione europea è diminuita, passando dal 70% al 40% negli ultimi quindici anni. È necessario invertire questa tendenza e mantenere un livello di autosufficienza compreso tra il 50% e il 60%”. Queste le parole di Riccardo Preve, presidente della Federazione italiana dei risifici europei, durante l’evento “Un’alleanza europea per il settore riso. Preservare l’eccellenza, spingere l’innovazione”, tenutosi il 15 aprile 2025 al Parlamento europeo. All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e Luigi Scordamaglia, membro del Comitato strategico di Farm Europe e presidente di Eat Europe.

La necessità di proteggere la produzione europea

Preve ha sottolineato l’importanza di mantenere la competitività della produzione europea, evidenziando che il Regolamento GSP non deve compromettere la produzione interna. “La nostra industria è esposta alla concorrenza di Paesi come Cambogia e Myanmar, dove la produzione di riso può arrivare a essere fino a quindici volte superiore a quella europea, con costi di produzione che sono un terzo dei nostri”, ha dichiarato Preve. Questa situazione rappresenta una sfida significativa per la sicurezza alimentare e la gestione del rischio nel settore.

L’industria del riso in Europa, e in particolare in Italia, sta affrontando pressioni crescenti a causa di queste dinamiche globali. La necessità di una protezione adeguata diventa quindi una priorità non solo per garantire la sopravvivenza dei produttori locali, ma anche per preservare la qualità e l’eccellenza dei prodotti europei sul mercato globale.

Il valore del riso italiano

Luigi Scordamaglia ha messo in evidenza il ruolo dell’Italia nel panorama europeo del riso, affermando che il Paese non è solo un leader quantitativo, producendo il 56% del riso europeo, ma è anche un leader qualitativo. “Il riso italiano non è una semplice commodity, ma una specialty, un prodotto ad alto valore aggiunto che contribuisce significativamente al nostro territorio”, ha affermato Scordamaglia. Questa distinzione è fondamentale per comprendere l’importanza della risicoltura italiana e l’impatto economico che essa ha sul settore agroalimentare.

La qualità del riso italiano è riconosciuta a livello internazionale, e il suo valore si riflette nel mercato. La protezione della produzione locale non è solo una questione di competitività, ma anche di salvaguardia di un patrimonio culturale e gastronomico che caratterizza il Paese. La sfida, quindi, è quella di trovare un equilibrio tra apertura commerciale e protezione della produzione interna, in modo da garantire un futuro sostenibile per il settore del riso in Europa.