Iran: Prandini analizza l’effetto su costi e disponibilità dei prodotti agroalimentari

Il presidente di Coldiretti avverte: il conflitto Russia-Ucraina aumenta i costi per l’agricoltura italiana e richiede misure europee urgenti per garantire la sicurezza alimentare.

Il rischio di un nuovo shock energetico si fa sempre più concreto, secondo le dichiarazioni di Ettore Prandini, presidente della Coldiretti. Durante una mobilitazione che ha visto la partecipazione di cinquemila agricoltori al Palapartenope di Napoli il 15 marzo 2025, Prandini ha sottolineato come la guerra tra Russia e Ucraina continui a influenzare negativamente i costi per le imprese agricole italiane. In particolare, negli ultimi quattro anni, i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati del 46% e quelli dell’energia del 66%.

Prandini ha avvertito che il conflitto attuale non solo rappresenta una grave crisi umanitaria, ma mina anche gli equilibri necessari per garantire la sostenibilità delle attività agricole. “Prevediamo ulteriori rincari sia sul fronte energetico sia su quello dei fertilizzanti e dei concimi chimici”, ha dichiarato. Ha evidenziato che oltre il 25% della disponibilità globale di fertilizzanti proviene dalle aree colpite dalla guerra, e che eventuali interruzioni nella fornitura avrebbero un impatto diretto sui costi e sulla disponibilità dei prodotti agricoli.

Impatti sui costi e sulla disponibilità

Le conseguenze di questa situazione si ripercuoterebbero inevitabilmente sui costi di gestione lungo l’intera filiera agroalimentare, con un aumento dei prezzi che graverebbe sui cittadini e sui consumatori. L’analisi di Coldiretti, basata su dati Istat, ha rivelato che lo scoppio della guerra in Ucraina ha avuto un impatto significativo sui prezzi dei beni alimentari. L’inflazione media annua per i prodotti alimentari è passata dallo 0,6% del 2021 al 9,1% del 2022, fino a raggiungere il 10% nel 2023.

Prandini ha sottolineato che un incremento dei costi di produzione si traduce in un aumento del costo della vita. Per questo motivo, ha esortato a un intervento tempestivo a livello europeo, richiedendo misure di sostegno concrete per non compromettere la competitività delle aziende agricole italiane sui mercati, inclusi quelli internazionali.

Necessità di misure europee

“È fondamentale garantire l’approvvigionamento alimentare”, ha continuato Prandini, avvertendo che strumenti come il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) potrebbero gravare ulteriormente su prodotti già realizzati nel contesto europeo. Ha concluso affermando che l’Europa deve agire rapidamente per proteggere il settore agricolo e assicurare stabilità e sicurezza alimentare. La situazione attuale richiede un’attenzione urgente, affinché le imprese possano continuare a operare in un contesto di crescente incertezza e difficoltà economiche.