Ispra: in meno di sette mesi registrati 1.070 incendi boschivi in Italia

L’aumento degli incendi boschivi in Europa nel luglio 2026 colpisce gravemente Italia, Spagna e Francia, con oltre 1.070 grandi incendi registrati in Italia e impatti significativi sugli ecosistemi.

La situazione degli incendi boschivi in Europa ha mostrato un incremento significativo durante la seconda settimana di luglio 2026, con una media di circa 225 chilometri quadrati di territorio in fiamme ogni giorno. Questo dato, fornito dall’Ispra, evidenzia come le aree colpite dagli incendi siano equivalenti a quasi il doppio della superficie del Comune di Parigi.

Paesi più colpiti dagli incendi

I paesi maggiormente colpiti da questo allarmante fenomeno sono la Spagna, la Francia e l’Italia. Questa escalation anticipa il periodo di massima attività incendiaria, che di solito si registra tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. La situazione è monitorata costantemente per valutare l’evoluzione degli incendi e le misure di prevenzione da adottare.

Incendi in Italia: dati significativi

In Italia, dal primo gennaio fino al 28 luglio 2026, sono stati registrati oltre 1.070 grandi incendi boschivi, come rilevato dai satelliti. L’estensione totale delle aree bruciate si attesta intorno ai 741 chilometri quadrati, un’area comparabile a quella dell’intera provincia di Lodi. Tra le superfici colpite, circa il 14% è costituito da ecosistemi forestali, comprendendo 37 chilometri quadrati di boschi a latifoglie sempreverdi, come le leccete e la macchia mediterranea, e 24 chilometri quadrati di boschi di conifere, come pinete e abetaie.

Impatto sugli ecosistemi agricoli e prativi

Oltre alle foreste, gli incendi hanno avuto un impatto significativo sulle aree agricole e prative. Sono stati registrati 119 chilometri quadrati di aree agricole bruciate, che rappresentano il 16% del totale, e 451 chilometri quadrati di praterie permanenti, pari al 61% della superficie totale colpita. Questi dati mettono in luce l’importanza di attuare strategie di protezione e gestione del territorio per limitare i danni futuri.

Le regioni più colpite in Italia

Il Mezzogiorno e le isole maggiori si confermano come le zone più vulnerabili agli incendi in Italia. Sicilia, Calabria e Puglia sono le regioni maggiormente interessate, con la Sicilia che ha subito la perdita di 510 chilometri quadrati, seguita dalla Calabria con 78 chilometri quadrati e dalla Puglia con 48 chilometri quadrati. Insieme, queste tre regioni rappresentano il 73% della superficie nazionale percorsa dal fuoco, risultando anche le più danneggiate in termini di ecosistemi forestali.

Eventi significativi in Sicilia

Fino ad oggi, gli incendi più gravi si sono verificati in Sicilia, in particolare nella provincia di Agrigento. Qui, la superficie colpita da diversi focolai ha raggiunto i 67 chilometri quadrati, un’area equivalente a oltre 9.400 campi da calcio regolamentari. La situazione rimane critica e richiede un monitoraggio attento e interventi tempestivi per limitare ulteriori danni.