Italcam San Paolo: l’accordo Usa-Argentina sul formaggio Asiago solleva questioni geopolitiche

L’Argentina firma un accordo commerciale con gli Stati Uniti, aprendo a nuove opportunità e sfide per il Mercosur e l’Unione Europea nel contesto globale.

Il 5 febbraio 2025, a Washington, l’Argentina ha siglato un importante accordo commerciale con gli Stati Uniti che va oltre la semplice riduzione dei dazi. L’intesa prevede l’apertura tariffaria su una vasta gamma di prodotti, il riconoscimento degli standard e delle procedure statunitensi senza necessità di nuove verifiche di conformità, oltre a impegni nel settore digitale, come l’assenza di dazi sulle trasmissioni elettroniche. L’accordo include anche facilitazioni per l’importazione di carni e pollame americani, e prevede una cooperazione su beni dual use, infrastrutture di telecomunicazione e minerali critici. Un aspetto particolarmente controverso dell’accordo, evidenziato dal presidente di Italcam San Paolo, Graziano Messana, è l’impegno a non limitare l’uso di denominazioni considerate generiche negli Stati Uniti, come l’Asiago.

Le implicazioni dell’accordo per l’industria alimentare

Messana ha sottolineato che questo non è un semplice dettaglio, ma un gesto che ha significative implicazioni regolatorie. In pratica, ciò significa che un produttore argentino potrebbe realizzare un formaggio nella pampa e denominarlo ‘asiago’, pur non avendo mai visitato l’altopiano veneto. Tuttavia, l’Argentina non opera in un contesto isolato; essa è membro del Mercosur, un’unione doganale che dovrebbe negoziare congiuntamente le aperture verso paesi terzi. Buenos Aires sostiene di agire all’interno delle linee di eccezione consentite, ma Messana avverte che quando le eccezioni diventano la norma, la regola stessa perde di significato.

Il silenzio dell’Europa e le sue conseguenze

Il presidente di Italcam ha messo in evidenza come il silenzio dell’Europa in questa situazione pesi più di qualsiasi dichiarazione. Dopo un lungo periodo di negoziazioni, Bruxelles ha raggiunto un accordo con il Mercosur, ma questo è rimasto in attesa, ostaggio di paure interne e ritardi politici. Mentre l’Europa rifletteva, Washington ha proceduto a firmare l’accordo. In geopolitica, il tempo è una leva di potere fondamentale.

La posizione del Brasile e le sfide nel Mercosur

Anche il Brasile, sotto la guida di Luiz Inácio Lula da Silva, sta osservando la situazione con cautela. Il paese ha contenziosi tariffari aperti con gli Stati Uniti e non desidera alimentare tensioni all’interno del Mercosur. Tuttavia, ogni forma di prudenza ha il suo prezzo. Se l’Argentina riesce a stabilire un canale preferenziale con Washington e ad allinearsi ai suoi standard, il Brasile potrebbe trovarsi in un mercato regionale sempre più competitivo, dove ogni nazione traccia il proprio percorso.

Le sfide per l’Unione Europea

L’accordo tra Stati Uniti e Argentina presenta sfide non solo rispetto ai regolamenti del Mercosur, ma anche rispetto all’idea stessa di integrazione regionale. Secondo Messana, il problema non è tanto che un “asiago” sudamericano possa apparire sugli scaffali argentini, quanto il fatto di aver lasciato un campo libero. Nella competizione globale, gli standard fungono da barriere invisibili: chi li occupa per primo consolida la propria posizione.

Messana ha concluso affermando che non tutto è perduto per l’Unione Europea. Essa ha ancora la possibilità di accelerare il processo, ratificare e rendere operativo l’accordo con il Mercosur, riaffermando il proprio modello regolatorio. Tuttavia, è fondamentale comprendere che il tempo perso non è neutro: si traduce in spazio ceduto. In economia internazionale, come in natura, il vuoto non rimane mai tale; se qualcuno arretra, qualcun altro avanza.