La raccolta delle olive rappresentava una vera e propria celebrazione per Salvatore Di Girolamo, un momento di convivialità che evocava ricordi d’infanzia trascorsi con il padre Pietro nelle campagne di Gibellina, in provincia di Trapani. Questi momenti, caratterizzati da racconti, pause pranzo attorno al fuoco e l’attesa dell’olio appena spremuto, hanno ispirato il suo nuovo progetto, Katarì, dedicato all’illustre varietà di oliva Nocellara del Belìce.
La vita e il ritorno agli uliveti
Nel 2026, Salvatore Di Girolamo vive e lavora in Svizzera nel settore farmaceutico, ma ha deciso di tornare attivamente a occuparsi degli uliveti di famiglia dal 2019. Questi terreni, che suo padre ha sempre coltivato con passione, sono stati mantenuti in vita nonostante la sua scomparsa nel 2005. Di Girolamo ricorda con affetto il legame che suo padre aveva con la terra, un attaccamento che andava oltre la semplice passione. «Non voleva mai perdere il contatto con il nostro uliveto, andava sempre a trovarlo», racconta Salvatore, rievocando i piccoli gesti di un tempo, come la raccolta di verdure spontanee e il consumo di frutti freschi direttamente dagli alberi.
Katarì e l’agricoltura sostenibile
Katarì è un omaggio a sua nonna Caterina e comprende circa 2,5 ettari di uliveto, con un patrimonio di circa 350 alberi, tra cui oltre cinquanta esemplari ultrasecolari. La produzione di olio extravergine di oliva è realizzata nel rispetto di un modello di agricoltura convenzionale sostenibile. Le olive vengono raccolte manualmente e con l’ausilio di abbacchiatori nella seconda metà di ottobre, quando sono ancora verdi, per poi essere lavorate a freddo in un frantoio a ciclo continuo.
Collaborazioni artistiche e l’edizione speciale
La campagna olearia del 2025 ha segnato l’inizio per Katarì, che ha lanciato anche un’edizione speciale in collaborazione con Gibellina, designata Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea per il 2026. Questa edizione include due bottiglie d’autore in formato da mezzo litro, prodotte in edizione limitata di 200 esemplari per ciascuna etichetta. La scelta di associare il progetto oleario all’arte è radicata nel legame profondo tra Gibellina e la cultura artistica, risalente alla ricostruzione post-terremoto del 1968, promossa da Ludovico Corrao.
Identità e arte a Gibellina
Salvatore Di Girolamo si identifica con la generazione che è cresciuta a Gibellina, un luogo dove l’arte contemporanea è diventata parte integrante della vita quotidiana. «La mia generazione ha vissuto l’arte come un elemento naturale, anche se da bambino non ne comprendevo appieno il significato», afferma, sottolineando come le esperienze artistiche abbiano influenzato la sua identità.
Il patrimonio artistico e la prima edizione di Katarì
Nel 2026, la famiglia Di Girolamo continua a coltivare i propri uliveti vicino all’antico abitato, oggi caratterizzato dal Grande Cretto di Alberto Burri. La prima edizione di Katarì si integra con il patrimonio artistico della zona, presentando opere come The Geometry of Resistance di Carla Sutera Sardo, che esplora il concetto di memoria attraverso figure femminili, e Impronte sul Terreno di Alessandro Giorgi, che riflette sulla trasformazione continua del paesaggio.
Costruire l’identità di Katarì
La collaborazione con artisti rappresenta un elemento chiave per Di Girolamo, il quale intende costruire l’identità di Katarì attorno a temi come la terra, la memoria e il paesaggio. «Voglio che tutto evolva in modo naturale, senza rigidità», spiega, rimanendo aperto a nuove idee e progetti che possano andare oltre le semplici etichette.
Una nuova fase per Katarì
La raccolta dell’ottobre 2026 segnerà una nuova fase per Katarì, sfidando Di Girolamo a mantenere viva la connessione tra la tradizione olivicola della sua famiglia e l’arte che ha sempre fatto parte della sua vita a Gibellina.
