La prima edizione di Europe’s 50 Best Bars rappresenta un cambiamento significativo per la mixology in Europa. Questa classifica, creata dalla stessa organizzazione dei rinomati World’s 50 Best Bars, non solo ridisegna le gerarchie tra nazioni storicamente influenti nel settore, come Regno Unito, Spagna e Italia, ma sottolinea anche il ruolo cruciale dell’Italia nel panorama europeo, con una presenza forte e ben riconoscibile.
Un aspetto sorprendente di questa classifica è la crescita esponenziale della Grecia, che conquista i primi due posti con Line Athens e The Bar in Front of the Bar, seguiti dal Sips di Barcellona. Al sesto posto emerge l’italiano Moebius Milano, che si afferma come uno dei bar più innovativi del continente. Questo riconoscimento non è isolato, poiché lo scorso ottobre Moebius si era già classificato settimo nella lista mondiale, segnando un record per il numero di posizioni guadagnate.
Italia sempre protagonista
La vitalità della scena baristica di Milano è confermata dalla presenza di quasi la metà dei nove bar italiani in classifica, tutti situati nella città meneghina. Oltre a Moebius, si segnalano lo storico Camparino in Galleria al diciottesimo posto, il noto speakeasy 1930 che, nonostante il cambio di sede, si posiziona al ventiduesimo, e il famoso Rita al quarantanovesimo. Firenze fa la sua parte con due locali distintivi: Locale Firenze al ventunesimo posto e Gucci Giardino al ventinovesimo, entrambi espressione di eleganza e qualità. Roma, pur con solo due rappresentanti, porta in alto il nome di Freni e Frizioni e Drink Kong, rispettivamente al trentunesimo e trentaduesimo posto. Il Sud Italia è rappresentato da L’Antiquario di Napoli, che si colloca al ventottesimo posto, un bar dove l’atmosfera classica si sposa con la cura nella preparazione dei cocktail.
Questi nove locali, diversi per immagine e stile, dimostrano la maturità della mixology italiana, capace di adattarsi e reinterpretare tradizioni in un contesto sempre più globalizzato. Durante la cerimonia di premiazione, due italiani trapiantati a Londra sono stati premiati: Salvatore Calabrese ha ricevuto l’Industry Icon Award, mentre Giorgio Bargiani ha ottenuto il Bartenders’ Bartender Award.
Le nuove capitali della mixology europea
La classifica di Europe’s 50 Best Bars mette in luce l’emergere di nuove realtà geografiche che stanno ridefinendo la mixology nel continente. La Grecia non è solo una sorpresa con le sue due posizioni di vertice, ma riesce a piazzare ben sei locali di alta qualità tra Atene e Salonicco. La Norvegia conferma la sua tradizione con Himkok al quarto posto e Svanen al quindicesimo. La Slovacchia stupisce con il Mirror Bar all’ottavo posto, mentre la Repubblica Ceca presenta Alma e Forbína Bar, eccellenze della miscelazione di Praga. Anche la Polonia si fa notare con Tag Krakow, e l’Albania con il Nouvelle Vague di Tirana al sedicesimo posto, segnando un cambiamento nel baricentro della mixology europea verso est.
Mentre Londra, un tempo indiscussa leader nel settore, mantiene una presenza significativa con Connaught Bar al decimo posto e altri come Satan’s Whiskers e Tayēr+Elementary, non è più l’unica a dettare legge. La Spagna, con Barcellona e Madrid, continua a essere un centro vitale, ma deve ora condividere il palcoscenico con nuovi attori emergenti. L’impressione è che stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione nel settore, con la prossima classifica dei 50 Best Bars mondiali prevista per ottobre 2026 a Milano.
