La sfida principale: valorizzare l’autenticità dell’espresso italiano

L’Istituto Espresso Italiano sottolinea l’importanza di qualità e formazione per affrontare l’aumento dei costi e garantire il valore dell’espresso italiano nel mercato attuale.

L’aumento dei costi lungo l’intera filiera del caffè ha riacceso il dibattito sul valore dell’espresso italiano. Nel 2026, con le quotazioni del caffè verde ancora elevate e la crescente volatilità internazionale che si aggiunge all’aumento dei costi energetici, logistici, finanziari e del lavoro, l’Istituto Espresso Italiano (IEI) sottolinea che la risposta non può limitarsi a un semplice adeguamento dei listini. È fondamentale puntare su qualità, competenze e cultura del prodotto per costruire un futuro sostenibile per il settore.

Pressione sui costi e sensibilità del consumatore

La pressione economica che grava su torrefazioni e pubblici esercizi è significativa. In un mercato dove i consumatori mostrano una crescente sensibilità al prezzo della tazzina, la questione diventa cruciale. Alessandro Borea, presidente di IEI, osserva che per anni in Italia il prezzo dell’espresso è stato considerato quasi immutabile, a prescindere dall’evoluzione dei costi e dal valore della materia prima. Questo modello, oggi, rivela i suoi limiti. Non si tratta solo di stabilire se il costo della tazzina debba aumentare di qualche centesimo, ma di capire quale valore si intende attribuire all’espresso italiano e che futuro si desidera costruire per la filiera.

Borea mette in guardia sul fatto che la continua compressione dei margini in ogni passaggio della filiera potrebbe compromettere la qualità del prodotto finale. Se il valore viene assorbito in ogni fase, la qualità ne risentirà. È essenziale evitare che ciò accada, per garantire che l’espresso italiano mantenga gli standard di eccellenza di cui è famoso.

Valorizzare l’espresso attraverso la cultura e la formazione

IEI propone di spostare l’attenzione dalla semplice battaglia sui prezzi alla valorizzazione della cultura del prodotto. È fondamentale che i consumatori comprendano cosa determina la qualità di un espresso: dalla miscela utilizzata alla tecnologia delle attrezzature, passando per la corretta estrazione e il servizio, fino alla professionalità del barista. Borea sottolinea che non si tratta di convincere i consumatori a pagare di più per lo stesso prodotto, ma piuttosto di educarli sul perché un espresso di alta qualità ha un valore superiore.

Le leve strategiche indicate dall’Istituto includono la qualità certificata, la formazione professionale, la cultura del prodotto e una comunicazione efficace verso il consumatore. La certificazione dovrebbe diventare uno strumento chiave per riconoscere e valorizzare gli operatori che investono nella qualità.

Il ruolo fondamentale del barista nella filiera

La formazione del barista assume un ruolo centrale non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per la capacità di comunicare e raccontare il prodotto al cliente. Borea evidenzia che il barista rappresenta l’ultimo anello della filiera e l’unico contatto diretto con il consumatore. La sua abilità può trasformare il lavoro svolto nelle fasi precedenti in un espresso di alta qualità o, al contrario, vanificarlo in pochi istanti. Pertanto, la formazione non deve essere vista come un costo accessorio, ma come uno degli investimenti più cruciali per il settore.

IEI propone anche una maggiore collaborazione tra torrefattori, produttori di attrezzature, baristi e altri operatori della filiera, attraverso standard condivisi e una comunicazione più efficace verso il mercato.

Borea conclude affermando che l’espresso italiano possiede un patrimonio straordinario di cultura, tecnologia e competenze. Tuttavia, la tradizione da sola non basta a garantire il futuro; è necessario trasformarla in un valore contemporaneo. La vera sfida dei prossimi anni consisterà non tanto nel determinare il prezzo giusto per una tazzina, quanto nel far sì che il consumatore, gustando un buon espresso, possa riconoscerne la qualità e comprenderne il valore. Questo approccio porterà a una maggiore sostenibilità economica per i bar, più opportunità di investimento per le torrefazioni e un futuro più solido per l’espresso italiano.