Pianificare i pasti rappresenta una strategia efficace per le famiglie italiane nel 2026, consentendo di acquistare solo gli ingredienti necessari e contribuendo così a contenere l’aumento della spesa alimentare e a evitare acquisti impulsivi. Questa pratica non solo incide sui costi, ma ha anche un impatto significativo sulla riduzione degli sprechi alimentari.
Analisi dei costi e della pianificazione
Secondo i dati forniti dall’Istat, i prezzi dei beni alimentari in Italia hanno registrato un incremento del 24,9% tra ottobre 2021 e ottobre 2025, superando di quasi otto punti percentuali l’andamento generale dei prezzi al consumo, che si è attestato al +17,3% nello stesso periodo. Le statistiche mensili più recenti confermano che il rincaro continua a persistere.
In questo contesto, la pianificazione degli acquisti assume un valore ecologico e sostenibile. L’Osservatorio Waste Watcher International ha pubblicato nel febbraio 2026 un rapporto che evidenzia come, su oltre 13,5 miliardi di euro di sprechi lungo l’intera filiera alimentare, ben 7,3 miliardi di euro derivino dalle abitazioni degli italiani. Altri 4 miliardi provengono dalla distribuzione, mentre il restante è attribuibile alla produzione e all’industria.
Analisi dei costi e della pianificazione
L’Osservatorio PlanEat ha condotto un’analisi su oltre 4.000 ordini effettuati tra novembre 2022 e aprile 2023 e tra novembre 2025 e aprile 2026, esaminando le abitudini di un campione di clienti abituali che si rivolgono a PlanEat per il loro approvvigionamento alimentare. Questa startup benefit è nata con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare fornendo kit di ingredienti misurati per preparare oltre 400 piatti.
Durante il periodo di studio, la spesa media mensile per un single è passata da 157,88 euro a 165,99 euro, mentre per una famiglia di quattro persone è aumentata da 331,04 euro a 347,75 euro, con un incremento di circa il 5%, a fronte di un rincaro generale del 24,9%. Questo dato evidenzia come la scelta di PlanEat di assorbire parte dell’aumento dei costi delle materie prime attraverso la pianificazione consenta di mantenere prezzi più stabili.
La modalità di funzionamento della piattaforma prevede che gli utenti selezionino in anticipo i piatti e le quantità, permettendo all’azienda di acquistare solo ciò che è necessario. Questo approccio evita l’accumulo di merce invenduta, riducendo così il rischio di scarti e mantenendo i prezzi più competitivi anche in un contesto di aumento dei costi delle materie prime.
Il carrello della spesa dei pianificatori
Un’analisi condotta su 137 famiglie residenti a Milano, nella provincia e a Pavia ha mostrato che è possibile comporre un carrello equilibrato, composto da carboidrati, proteine animali e vegetali, frutta e verdura. Nel 2026, la percentuale di alimenti vegetariani o comunque non a base di carne o pesce ha raggiunto il 71,1%, in aumento rispetto al 68,2% del 2023. La carne rappresenta il 19,1%, in calo rispetto al 21,2% di tre anni fa, mentre il pesce è sceso al 9,8%, rispetto al 10,6% del 2023.
Queste cifre indicano che i clienti sono in grado di portare a tavola pasti equilibrati, includendo regolarmente sia proteine animali che vegetali.
Evoluzione delle scelte alimentari in tre anni
Un confronto tra i due periodi ha rivelato un aumento significativo della richiesta di piatti pronti, la cui quota è quasi raddoppiata, passando dal 23% nel 2023 al 41% nel 2026. Contestualmente, i kit di ingredienti per la preparazione dei piatti sono diminuiti dal 50% al 37%. Inoltre, il piatto più ordinato è cambiato: nel 2023, la lasagna alla bolognese era al primo posto, mentre nel 2026 la zuppa di legumi ha preso il suo posto, confermando una preferenza crescente per preparazioni vegetali.
La richiesta di piatti pronti è aumentata sia tra i single che tra le famiglie. Tra chi vive da solo, la quota è salita dal 18,9% del 2023 al 43,9% nel 2026. Nelle famiglie di due persone, è passata dal 21,9% al 41,6%, mentre tra le famiglie di tre componenti è aumentata dal 21,8% al 36,9%. Infine, tra le famiglie di quattro persone, l’incidenza è cresciuta dal 27,6% al 40,8%.
Questi dati suggeriscono che la ricerca di soluzioni rapide in cucina non è più un’esclusiva dei single, ma ha ormai permeato anche le abitudini alimentari delle famiglie. Secondo un’analisi condotta da NielsenIQ e dall’Università Bocconi, presentata a Linkontro 2026, il tempo dedicato alla cucina dagli italiani è diminuito del 13% rispetto al 2019, con solo il 53% che considera ancora cucinare un piacere.
Questa evoluzione evidenzia un doppio fenomeno: da un lato cresce la domanda di soluzioni rapide, dall’altro la pianificazione degli acquisti si rivela cruciale per contenere i costi e ridurre gli sprechi alimentari.
