La Turchia promuove l’enoturismo lungo la storica strada dei vini di Troia

La Troia Wine Route in Turchia promuove enoturismo unendo storia, tradizione vinicola e cultura locale, coinvolgendo produttori e varietà autoctone nella provincia di Çanakkale.

In Turchia, un nuovo itinerario enoturistico sta prendendo forma, unendo la storia e la tradizione vinicola della regione della Troade. La Troia Wine Route, presentata il 15 marzo 2026 a Roma dall’ufficio culturale dell’Ambasciata Turca, si snoda nella provincia di Çanakkale, con il famoso cavallo di Troia che fa da sfondo ai paesaggi lungo la costa dell’Egeo. Questo progetto coinvolge cinque produttori locali e quattro vitigni autoctoni, accompagnati da strutture dedicate alla gastronomia e all’ospitalità, attive durante tutto l’anno. L’iniziativa mira a promuovere un turismo meno stagionale, contrastando il fenomeno delle visite brevi e superficiali.

Il percorso della troia wine route

Il nuovo itinerario si sviluppa nell’antica regione della Troade, creando una rete tra le aziende vinicole della penisola di Gallipoli, l’area di Eceabat e l’isola di Bozcaada. Questi luoghi non solo offrono la possibilità di degustare vini di alta qualità, ma sono anche vicini ad alcuni dei principali siti culturali, come l’Antica Città di Troia e il Museo di Troia. L’intento è di trasformare la tradizionale visita in cantina in un’esperienza di viaggio completa, da vivere in due o tre giorni. Questo approccio mira a far scoprire ai visitatori non solo i vini, ma anche la storia e la cultura di una delle aree più affascinanti della Turchia.

Le varietà di uva della regione

Uno degli obiettivi principali della Troia Wine Route è la valorizzazione del patrimonio ampelografico locale. A Bozcaada, nota storicamente come Tenedo, si trova il Bozcaada Çavuşu, una delle varietà più rappresentative della zona, caratterizzata da acini di grandi dimensioni e un profilo aromatico intenso. Nel 2020, il Çavuşu ha ricevuto il riconoscimento di indicazione geografica. Accanto a questa varietà, si distingue il Vasilaki, un’uva bianca a maturazione precoce. Entrambe le varietà producono vini leggeri e aromatici, con un’acidità contenuta, adatti sia per la vinificazione in secco che per produzioni da uve appassite.

Tra le varietà rosse, il Kuntra, noto anche come Karasakız, è diffuso tra Bozcaada e l’area di Bayramiç, da cui si ottengono vini dal corpo agile, con tannini morbidi e note di ciliegia e ribes rosso. Al contrario, il Karalahna offre una struttura più robusta, con richiami a frutti neri, spezie e terra, presentando una trama tannica più decisa e una maggiore predisposizione all’affinamento.

Il legame con la storia e la cultura

Il vino ha un ruolo significativo nella cultura della Troade, come dimostrano i riferimenti presenti nell’Iliade. Nel VI libro, per esempio, Ecuba offre vino a Ettore prima della battaglia, evidenziando l’importanza di questa bevanda nella vita quotidiana e nei rituali dell’epoca. La connessione tra Omero e il concetto di “memoria della terra” è ulteriormente esplorata attraverso una mostra, intitolata “Troia e Roma, Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”, visitabile fino al 18 ottobre 2026 presso il parco archeologico del Colosseo. Questa esposizione sottolinea il legame profondo tra l’Antica Roma e la Troade, entrambe terre di archeologia, mito e vino, contribuendo a rafforzare l’immagine della regione come meta privilegiata per l’enoturismo contemporaneo.