Di fronte al Monte Cucco, situato nell’Appennino umbro-marchigiano, la viticoltura si estende fino a 800 metri di altitudine, guadagnandosi il titolo di “eroica”. Questo riconoscimento è riservato alle produzioni vitivinicole in quota. Nei vigneti della Cantina Semonte, a Gubbio, si produce Battista, uno spumante metodo classico che rappresenta l’azienda e si propone come nuovo simbolo dell’enologia umbra.
Il progetto di Giovanni Colaiacovo
Nel 2025, Giovanni Colaiacovo, amministratore della Cantina Semonte e giovane esponente di una famiglia storicamente attiva nel settore del cemento, ha raccontato all’ANSA come il progetto sia iniziato nel 2008, con l’impianto dei primi tre ettari di vigneto attorno alla cantina. “L’idea era di riportare alla luce una storia quasi leggendaria per Gubbio: il nebbiolo, introdotto dai funzionari sabaudi dopo l’Unità d’Italia, attratti dalle similitudini con i terreni piemontesi”, ha spiegato Colaiacovo. La sfida ha portato l’azienda a coltivare chardonnay e pinot nero fino a 800 metri, permettendo la produzione di spumante metodo classico. La Cantina Semonte ha ricevuto anche la certificazione dal Cervim, che ha riconosciuto l’azienda come operante nel settore della viticoltura eroica.
Ricerca scientifica e viticoltura
La ricerca scientifica accompagna l’attività vitivinicola della cantina. Colaiacovo ha sottolineato come, in collaborazione con l’Università di Milano e la Facoltà di Agraria, sia stato sviluppato il progetto Spume – Spumantistica eugubina, finalizzato a identificare i territori umbri più adatti alla spumantizzazione. La mappa realizzata ha evidenziato che l’intero Appennino centrale, in particolare l’area umbro-marchigiana, presenta condizioni ideali per la viticoltura. Colaiacovo ha espresso l’auspicio che il percorso intrapreso dalla Cantina Semonte possa aprire nuove strade anche per altri produttori della regione.
Le sfide della viticoltura in quota
Filippo Rossetti, enologo che segue da vicino i vigneti in quota, ha evidenziato le sfide della viticoltura a queste altitudini. “Ci troviamo in un contesto boschivo con un microclima che rallenta la crescita delle piante”, ha dichiarato. Grazie alle escursioni termiche notturne, le uve riescono a mantenere acidità e parametri ideali. A partire dalla fine di agosto, le temperature scendono sotto i 10 gradi, un elemento cruciale in un periodo di cambiamenti climatici, poiché le piante soffrono meno stress idrico e scottature.
Progetti futuri della cantina
Battista rappresenta solo la prima fase di un progetto più ampio. Colaiacovo ha rivelato che l’obiettivo è quello di creare riserve con affinamenti in barrique e un periodo di maturazione più lungo in bottiglia. L’intento è di dare all’alta Umbria una nuova area vitivinicola capace di esprimere la propria identità attraverso le bollicine.
