Rapallo si prepara a celebrare un evento significativo nel mondo della miscelazione, il 30 marzo 2025, quando si festeggerà il trentesimo anniversario di Lady Drink. Questa competizione, che ha visto la luce in un’epoca in cui la presenza femminile nel settore dei bar era limitata, ha come obiettivo principale quello di dare visibilità e riconoscimento alle donne che lavorano dietro al bancone. Tre decenni fa, la figura della bartender era spesso relegata a un ruolo marginale, ma oggi la situazione è cambiata, sebbene non in modo uniforme.
Il contesto degli anni novanta
Negli anni novanta, il panorama della ristorazione era dominato da hotel e bar americani, caratterizzati da un’atmosfera lucida e patinata. Le donne erano presenti, ma prevalentemente in ruoli di supporto, come il servizio ai tavoli o la gestione, mentre la **miscelazione** vera e propria era quasi esclusivamente appannaggio degli uomini. I **cocktail bar** indipendenti erano una rarità, e le **competizioni** di settore vedevano la quasi totale assenza di partecipanti femminili. Le **riviste** di settore, inoltre, erano dominate da nomi maschili, senza alcuna figura femminile di riferimento. Non esistevano modelli da seguire per le donne che desideravano intraprendere questa carriera, rendendo il loro accesso al mondo della **miscelazione** ancora più complesso.
La creazione di Lady Drink
In questo contesto, Danilo Bellucci ha fondato Lady Drink non per una questione di correttezza politica, ma per creare uno spazio autentico e inclusivo. L’idea era di offrire una piattaforma dove le donne potessero finalmente esprimere la loro **creatività** senza dover chiedere il permesso. Con l’arrivo degli anni duemila, il panorama ha cominciato a mutare. La rinascita dei **cocktail** ha visto un aumento esponenziale dei **bar** indipendenti, e i **bartender** hanno iniziato a essere visti come veri e propri artigiani e artisti. La conversazione attorno ai **cocktail** ha iniziato a riflettere la stessa passione e interesse che si riscontrano in cucina, aprendo nuove porte per le donne nel settore.
La presenza femminile nel settore
Le donne hanno cominciato a entrare nel mondo della **miscelazione**, sebbene non in numeri sufficienti. Non si tratta più di un’accettazione passiva, ma di una necessità che riconosce il valore delle donne come professioniste. Le **bartender** portano con sé una precisione e una cura che arricchiscono l’esperienza del cliente. Oggi, si possono trovare donne nei **cocktail bar** di alta gamma, nelle accademie e nelle giurie, e molte di loro ricoprono ruoli di leadership, gestendo team e definendo l’identità del locale. Tuttavia, nonostante i progressi, la vera rivoluzione è culturale e più sottile: la domanda è cambiata da “Può una donna essere bartender?” a “Qual è lo stile e la visione che questa **bartender** porta nel suo lavoro?”.
Il dibattito sulla competizione femminile
In questo quadro, si pone la questione se sia ancora necessario un evento come Lady Drink, che celebra esclusivamente le donne. Alcuni critici vedono in questo una forma di “sessismo al contrario” o un “recinto dorato”. A tal proposito, ho avuto modo di parlare con Cinzia Ferro, una **barlady** di grande esperienza e fondatrice dell’Estremadura Café a Verbania. Cinzia, che ha vinto numerosi premi e rappresenta un esempio di resistenza e innovazione nel settore, ha osservato che, sebbene ci siano stati progressi, il numero di donne nel settore non è cresciuto in modo significativo. Tuttavia, il rispetto professionale nei loro confronti è aumentato notevolmente.
Riflessioni sul passato e sul futuro
Cinzia ha condiviso un’osservazione che mette in luce un comportamento ancora presente: la tendenza dei clienti a rivolgersi agli uomini, anche quando sono solo assistenti. Questo riflette una mentalità obsoleta che deve essere superata. Quando si parla di **sessismo**, Cinzia preferisce un approccio positivo, sottolineando che la distinzione non deve essere vista come una battaglia, ma come un riconoscimento delle capacità. La qualità del **drink** è ciò che conta, indipendentemente dal genere di chi lo prepara.
Il valore della femminilità nel settore
Cinzia sottolinea che la **femminilità** può rappresentare un valore aggiunto nel modo di gestire il bar e interagire con i clienti. Lady Drink, per lei, è un’opportunità di incontro e riconoscimento per chi ha intrapreso un percorso simile. Sebbene la percezione della figura femminile nel settore stia cambiando, la visibilità delle donne nei **social media** è ancora limitata. Molte professioniste, come Cinzia, non si fanno promozione per mancanza di tempo, evidenziando che la visibilità non sempre corrisponde al valore reale di una persona.
Riconoscimenti e successi
Cinzia Ferro ha collezionato numerosi premi, tra cui il titolo di Lady Amarena – Fabbri 1905 nel 2015 e la prima finalista donna italiana in World Class. Ha anche vinto tre premi in un’unica edizione di Lady Drink, dimostrando il suo impegno e la sua dedizione alla professione. L’appuntamento per il prossimo evento di Lady Drink è fissato per il 30 marzo 2026 a Rapallo, un’opportunità per celebrare il progresso e l’evoluzione delle donne nel mondo della **miscelazione**.
