Il cocktail Angel Face, pur non essendo tra i più celebri della lista ufficiale dell’International Bartenders Association (IBA), vanta una storia intrigante e ricca di sfumature. Questo drink, composto da gin, apricot brandy e calvados, è legato a storie di gangster, conflitti storici e cinema di culto, nonostante non compaia mai nei film. Gli appassionati di cocktail fruttati e dal carattere deciso troveranno sicuramente interessante riscoprire questa bevanda.
Origini misteriose
Le origini dell’Angel Face rimangono avvolte nel mistero. La ricetta è stata pubblicata nel famoso “The Savoy Cocktail Book” di Harry Craddock nel 1930. Secondo alcune fonti, il cocktail potrebbe essere nato negli Stati Uniti durante il Proibizionismo, periodo in cui si utilizzavano liquori dal sapore intenso per mascherare la bassa qualità del gin disponibile. Altri sostengono che la presenza del Calvados, un distillato di sidro tipico della Normandia, suggerisca che il drink sia stato creato a Parigi, dove il bartender Harry MacElhone avrebbe contribuito alla sua popolarità. Tuttavia, nessuna delle due teorie ha trovato conferme documentate.
Dopo la pubblicazione della ricetta da parte di Craddock, l’Angel Face guadagnò fama sia in Europa che negli Stati Uniti. L’IBA lo inserì nella sua prima lista nel 1961, per poi rimuoverlo nel 1986. Tuttavia, fu reintrodotto nella quinta edizione del 2011, riconoscendo l’interesse crescente verso i cocktail storici del Novecento.
Il significato del nome
Sebbene non ci siano certezze, molti ritengono che il nome del cocktail derivi dal gangster Abe Kaminsky, noto come “angel face”. Durante il Proibizionismo, Kaminsky collaborò con la temuta Purple Gang di Detroit, specializzandosi in rapine e estorsioni ai danni degli speakeasy. Le sue gesta furono ampiamente riportate dai giornali dell’epoca, anche in Europa.
Fulvio Piccinino, storico della mixology, suggerisce nel suo libro “Saperebere” che l’Angel Face fosse inizialmente chiamato French 75, in riferimento a un cannone francese della Prima guerra mondiale, indicando una possibile origine tra il 1914 e il 1918. Harry MacElhone potrebbe aver ribattezzato il cocktail in occasione della conferenza di pace di luglio 1919 a Parigi. Alcuni sostengono che il nome possa essere stato ispirato dal film “Casablanca“, uscito nel 1942, in cui Humphrey Bogart interpreta Rick Blaine, soprannominato “faccia d’angelo”. Tuttavia, nel film compare un altro cocktail, il French 75 tradizionale.
La ricetta ufficiale dell’Angel Face
Tecnica: Shake and Strain
Bicchiere: coppetta a cocktail
Ingredienti:
30 ml di gin
30 ml di apricot brandy
30 ml di calvados
Varianti e interpretazioni
La ricetta codificata dall’IBA è quella di Harry Craddock del 1930, ma alcune varianti suggeriscono di preparare l’Angel Face nel mixing glass, utilizzando la tecnica Stir and Strain invece di shakerare. Simon Difford, esperto di cocktail, afferma che il drink presenta un aspetto migliore se mescolato, ma la ricetta originale prevede l’agitazione per ottenere una maggiore dolcezza. Per chi desidera sperimentare, l’IBA consiglia di provare diverse varietà di gin e di sostituire il calvados con un Pear Brandy o un Skane Akvavit, aromatizzato con spezie.
Inoltre, è possibile sostituire l’apricot brandy con un Pineau des Charentes o un St. George Spiced Pear Liqueur, offrendo così diverse interpretazioni di questo cocktail storico.
