Il 15 settembre 1730, l’isola di Lanzarote, situata nell’arcipelago delle Canarie a circa cento chilometri dalle coste africane, subì un evento catastrofico senza precedenti. In quel giorno, ben 30 vulcani si attivarono simultaneamente, trasformando il paesaggio dell’isola in una distesa arida e inospitale. La lava e i lapilli che fuoriuscirono dai crateri costrinsero i pochi abitanti a trovare rifugio nelle grotte di Los Verdes, situate nella parte settentrionale dell’isola. Oggi, nonostante il terreno rimanga scuro e lavico, Lanzarote è riuscita a reinventarsi, offrendo spiagge incantevoli e strutture ricettive che si integrano armoniosamente con il suo ambiente naturale, caratterizzato da cactus, crateri e vigneti nani.
Adattamento al terreno vulcanico
Gli abitanti di Lanzarote hanno sviluppato strategie ingegnose per adattarsi alle difficili condizioni del suolo vulcanico. I contadini dell’isola hanno creato buche profonde circa mezzo metro, trasformando i crateri in piccole oasi verdi, protette da muretti di pietra per difenderle dal vento. Questa tecnica ha permesso loro di coltivare piante in un ambiente altrimenti ostile. Per affrontare la scarsità d’acqua, gli agricoltori hanno coperto il terreno con una coltre di cenere vulcanica, capace di assorbire l’umidità notturna e rilasciarla lentamente alle piante. Questo metodo ha dato vita a vigneti di piante nane che producono una pregiata Malvasia vulcanica.
Il rapporto tra l’uomo e la natura sull’isola è caratterizzato da una profonda armonia. La capacità di trasformare le sfide in opportunità ha portato a un modello agricolo unico al mondo, che si riflette anche nella gastronomia locale. Questo approccio sostenibile è stato riconosciuto dalla FAO, rendendo Lanzarote l’unica isola europea a ricevere il prestigioso riconoscimento Sipam (Sistemi Importanti del Patrimonio Agricolo Mondiale), che premia le pratiche agricole che uniscono tradizione, sostenibilità e innovazione.
Le tecniche agricole di Lanzarote
Le tecniche utilizzate dagli agricoltori di Lanzarote sono un perfetto esempio di ingegneria agricola ancestrale. Tra queste, spiccano l’uso del lapillo vulcanico, noto come picón, e la pratica dell’enarenado, che consiste nel coprire le piantagioni con uno strato di cenere per mantenere l’umidità. Un’altra tecnica è il jable, che sfrutta la sabbia marina trasportata dai venti per trattenere l’umidità del terreno e proteggere le coltivazioni dall’evaporazione. Queste pratiche hanno permesso di coltivare una varietà di prodotti come vigne, patate dolci, legumi e molte altre coltivazioni senza ricorrere a metodi di irrigazione intensiva.
La biodiversità e la tutela del paesaggio sono elementi fondamentali per le comunità locali. I prodotti ottenuti da queste coltivazioni si ritrovano nei piatti tipici dell’isola, come la patata del jable, il gofio (farina di cereali tostati), i vini di La Geria e il formaggio di capra. Ogni anno, il festival Saborea Lanzarote celebra queste eccellenze gastronomiche, mentre la Lanzarote Wine Run, che si svolge a giugno, combina sport e degustazioni nei suggestivi vigneti vulcanici.
Il valore della gastronomia e del turismo sostenibile
La gastronomia di Lanzarote non è solo un piacere per il palato, ma rappresenta anche un modello di turismo sostenibile. Questo approccio valorizza il paesaggio agricolo, sostenendo l’economia locale e contribuendo alla conservazione delle tradizioni. L’iniziativa ‘Saborea Lanzarote‘, creata nel 2010, ha riunito produttori, ristoratori e artigiani per promuovere i prodotti locali e garantire la qualità agroalimentare. Ogni piatto racconta la storia di un’isola che ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità, creando un patrimonio gastronomico unico al mondo.
La cucina di Lanzarote, con i suoi ingredienti distintivi e le tecniche tradizionali, continua a rappresentare un forte legame con il territorio e la sua storia. Le tradizioni culinarie dell’isola, come il caldo de millo e le papas arrugadas, sono un simbolo della resilienza e dell’ingegno dei suoi abitanti, che hanno saputo valorizzare il proprio ambiente in modo sostenibile.
